Consiglio di sopravvivenza politica al governo italiano: chiudete i cordoni della borsa quando pensate di dare un contributo economico agli italiani in difficoltà. Lasciate perdere. C’è sempre qualche grillino o comunista ambientalista pronto a gridare allo spreco e alla furbata. Persino la card del ministro Lollobrigida «Dedicata a te», un aiuto di mille euro in due tranche, diventa un’arma contundente in mano all’opposizione. «Un bluff che esclude il 60%» dei poveri» ha sentenziato la grillina Castellone. E questa è solo la frase ad effetto, perché il ragionamento di fondo girato in giornata è ancora più semplice: il governo vuole comprarsi i poveri. Da qui al fatidico 2027 sarà difficile registrare tonalità diverse a commento di qualsiasi misura di sostegno economico varata dal governo Meloni. Le abbiamo ascoltate tutte, no. La cancellazione del bollo è il via libera alla campagna elettorale. Lo sconto sui carburanti sono solo soldi buttati per comprare consenso popolare. Qualsiasi incremento degli stipendi per alleggerimento fiscale viene liquidato come l’immancabile mancetta che non agevola nessuno e scassa i conti dello Stato. E lo dicono mentre rimpiangono ancora il Reddito di cittadinanza o il Superbonus, quello «schifo» denunciato sul palco da Giorgia Meloni.
È un misto di snobismo unito a furore ideologico quello di scagliarsi contro misure popolari, chiaramente non rivolte agli oppositori che abitano al Bosco Verticale di Milano o incrociano le località più glamour con barche da sogno da cui teorizzano rivolte sociali e spallate contro il centrodestra. I percettori di aiuti, alla fine, vengono considerati con disprezzo un popolino che si fa abbindolare con qualche banconota da 100 euro. Ma sono anche loro elettori, magari stanchi di farsi rappresentare da chi fa sempre il tifo per le tasse.
