Youssef Siher, è libero grazie ad una giudice che ha firmato l’appello dei giuristi per Gaza. Nel campo universitario la relatrice della sua tesi, che ha difeso a spada tratta l’agitatore pro Pal, è una cattiva maestra della stessa pasta. Un paio di giorni fa scriveva sulla sua pagina Facebook in difesa di Siher: «Gettando fango su ragazzi di cui a oggi non è accertata alcuna responsabilità, ed enfatizzando gli episodi di violenza a Milano, i giornali cercano di silenziare le espropriazioni e violenze dei coloni e delle IDF (Forze di difesa israeliane nda) in Cisgiordania, che guarda caso non trovano quasi spazio sui giornali».
La docente dell’Università Statale di Milano il 12 settembre 2024 postava la locandina di un dibattito a senso unico, organizzato dagli studenti e docenti del Politecnico di Milano, «Palestina e Israele: Diritti e umanità negati». Francesca Albanese «dialoga con Elisa Giunchi docente di storia e istituzioni dell’Asia presso l’università degli studi di Milano». Un’altra iniziativa, più recente, rilanciata dalla docente è il ciclo di proiezioni e dibattiti sulla questione palestinese «Erasmus in Gaza» con tanto di imprimatur dell’Università degli studi di Milano. Le foto dei cortei pro Pal si sprecano come un’immagine, postata il 3 gennaio 2024, di una protesta a Milano con i manifestanti che innalzano lo striscione «Palestinian lives matter». Una certa Ale Ferrari scrive un commento in inglese: «Assolutamente sì.
Il comportamento di Israele ha da tempo superato ogni limite». E la professoressa Giunchi risponde sostenendo che «Sì, ha superato i limiti due mesi e mezzo fa» quando ha cominciato a bombardare Gaza da dove è partito l’attacco stragista del 7 ottobre «o meglio sette anni fa, o, dovrei dire, 75 anni fa». Il primo ottobre scorso Giunchi si indignava su Facebook sostenendo che «Il PD non vota sul DDL antisemitismo... il solito coraggio! il partito è FINITO». Ovviamente voleva che votasse contro. L’ateneo di Milano all’inizio chiede alla relatrice della tesi di parlare con la stampa su Siher finito dietro le sbarre. E anticipa di fatto la scelta della Gip pro Pal: «nelle notizie riportate sui media non ravviso elementi di particolare gravità».
L’università prende le distanze e su Facebook la docente si scaglia contro il «giornalismo spazzatura» che ha travisato le sue parole. A suo fianco si schiera subito il «Gruppo di docenti, ricercator*, assegnist*, dottorand*, student* e personale tecnico amministrativo e bibliotecario di UniMi per la Palestina e contro il genocidio in corso perpetrato da Israele».
