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La verità che dobbiamo alle vittime

Al Giornale non interessano gli attacchi politici, ma solo fare chiarezza, fino in fondo, su una strage derubricata subito come il gesto di un folle e basta facendola cadere nell’oblio

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Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ci accusa di alimentare un «tam tam mediatico per attaccare la sinistra» sulla strage del 16 maggio dove turisti e suoi concittadini sono stati spazzati via come birilli da una macchina ariete lanciata da Salim el Koudri. Al Giornale non interessano gli attacchi politici, ma solo fare chiarezza, fino in fondo, su una strage derubricata subito come il gesto di un folle e basta facendola cadere nell’oblio. Per questo abbiamo rivelato che prima di scagliarsi sulla folla El Koudri aveva girato dei video deliranti sostenendo che «l’Italia va distrutta» e altre minacce. Ancora prima aveva cercato e visionato in rete gli attacchi con mezzi ariete compiuti in Europa. Non a caso il 16 maggio ha emulato la tattica «dei mille tagli» dell’Isis falciando otto persone. È solo un pazzo, un terrorista islamico, tutti e due? Vedremo, ma per ipocrisia o convenienza politica è inaccettabile fare finta che non ci siano elementi di emulazione jihadista. E chiudere il caso prima ancora che inizi il processo. Il Giornale continuerà a scavare per alzare il velo ed evidenziare tutti gli aspetti di questo orrore. Non per schizzare fango, propaganda elettorale e speculare sulle vittime o i loro familiari, che forse meritavano più rispetto proprio da Mezzetti.Come sindaco dovrebbe essere il primo a chiedere chiarezza fino in fondo, su qualsiasi aspetto della tragica vicenda, dalla follia al terrorismo, come stiamo facendo al Giornale.

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