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Lavitola sì, ma Signorelli no. La crociata contro il portavoce

Avs contro il ritorno nello staff del ministro dell’Agricoltura Lollobrigida. Chiesta la revoca dell’incarico col pretesto di vecchie frasi razziste, ma il bersaglio è il nonno ideologo di estrema destra

Paolo Signorelli si dimette: “Non voglio danneggiare il governo”

Paolo Signorelli torna al ministero dell’Agricoltura come portavoce di Francesco Lollobrigida e la sinistra, sempre pronta a difendere i Ranucci di turno, amico del faccendiere Lavitola, in nome della libertà di stampa, alza le barricate.

Il deputato del Pd Federico Fornaro considera «vergognoso e intollerabile il reintegro di Signorelli» perché «le gravi frasi antisemite che ha a suo tempo pronunciato non possono essere cancellate con l’alibi dell’irrilevanza penale o della polemica giornalistica». Fornaro si riferisce al contenuto delle chat tra lui e il capo ultras della Lazio Fabrizio Piscitelli (detto Diabolik), ucciso a Roma, nel 2019.

Chat risalenti a 7-8 anni fa e che nel 2024, dopo essere state pubblicate da Repubblica, determinarono le dimissioni di Signorelli. Oggi, l’ex portavoce torna a ricoprire quel ruolo perché «rispetto alle polemiche giornalistiche e le insinuazioni di allora – spiega il ministro Lollobrigida- nulla è emerso che sia di impedimento allo svolgimento di una attività professionale per le quali Signorelli incarna tutte le caratteristiche sostanziali e formali». Fornaro, però, chiede la revoca immediata di questo reintegro e annuncia anche che presenterà un’interrogazione in merito: «Chi pronuncia parole che richiamano una cultura intrisa di odio e antisemitismo non può rappresentare un’istituzione della Repubblica». E ancora: «Il governo Meloni smetta di usare le istituzioni come un ufficio di collocamento per vecchi sodali dell’area post missina». La deputata dem Antonella Forattini attacca: «Posizioni di questo tipo non possono avere cittadinanza nelle istituzioni della Repubblica. E che questa scelta avvenga a soli tre giorni dal 5 settembre, anniversario dell’avvio delle leggi razziali del 1938 rende la decisione ancora più inaccettabile». Anche il vicecapogruppo di Avs Marco Grimaldi considera questa scelta «scandalosa e politicamente indecente» e, pertanto, chiede la revoca della nomina. Secondo Grimaldi, «Lollobrigida continua a confondere la fedeltà personale con l’interesse delle istituzioni». Gad Lerner, infine, commenta la notizia con un post su Facebook in cui riporta una delle frasi antisemite che Signorelli avrebbe pronunciato definendolo un «porco»: «Mi complimento, almeno – scrive il giornalista sappiamo con chi abbiamo a che fare». L’allusione non è soltanto a Paolo Signorelli in quanto giornalista di destra inviso alla sinistra, ma in quanto nipote dell’omonimo nonno morto nel 2010 e conosciuto per aver fondato Ordine Nuovo. Considerato l’ideologo del terrorismo nero degli anni ’70, Signorelli fu accusato di essere coinvolto nella strage di Bologna e negli omicidi dei magistrati Vittorio Occorsio e Mario Amato, ma fu sempre assolto. La

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