Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 04:09
In evidenzaAggiornato alle ore 04:09
Interni

Le frecce a Beppe. La sinistra si boccia

Gli attacchi del centrodestra li dava per scontati; più difficile accettare le scudisciate dei compagni di strada

Quote non dichiarate, Sala in aula. Ci sarà, ma intanto attacca la stampa

Difficile, conoscendone il caratterino, immaginare il sindaco Beppe Sala nei (pochi) panni del San Sebastiano. Legato alla colonna e disposto a farsi infilzare dalle frecce che gli scagliano quotidianamente gli amici. Perché gli attacchi del centrodestra li dava per scontati; più difficile accettare le scudisciate dei compagni di strada. Non di partito, perché la tessera del Pd Sala ha promesso di prenderla, ma non l’ha ancora in tasca. Dovrà farlo se vorrà traslocare al Senato, ma per l’approdo gli si chiede una pazienza certosina che forse non è la prima delle sue doti. E di questo, per la verità, si deve rendergli merito. Perché di incassare sembra non avere nessuna voglia, come ha dimostrato rispondendo all’uomo del Pd Pierfrancesco Majorino che tanto piace alla segretaria Elly Schlein e non l’ha toccata piano promettendo una marcata discontinuità del prossimo sindaco nel rapporto con i costruttori e la «lobby del cemento». Ma poco accomodante con Sala è anche Mario Calabresi, per non parlare del giovane Lorenzo Pacini, il «Mamdani» di Milano dalle ricette rosso scarlatto. E così i primi a dire che dieci anni di Sala, più cinque di Pisapia, vanno rottamati, sono proprio quelli di sinistra che del progetto sono protagonisti. Difficile allora dar credito alle promesse di discontinuità fatte con vista sulle elezioni. Lacrime di coccodrillo a cui i milanesi faranno bene a non credere. Chiedendo, se così deve essere ad ascoltare perfino i soci del sindaco, una vera frattura. A sperarlo, oltre alla sinistra, c’è una bella fetta di società civile: di Milano del commercio, delle professioni, dell’impresa. Dopo 15 lunghi anni, potrebbe essere arrivato il momento. Al centrodestra tocca solo scegliere un buon candidato. Perdere, questa volta, sarebbe imperdonabile.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.