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Le insanabili divisioni della sinistra sulla sicurezza

Da Grimaldi a Vincenzo De Luca. Il centrosinistra è diviso tra chi difende i violenti e chi vorebbe più manganellate da parte delle forze dell’ordine

Nicola Fratoianni, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, durante l�?evento Terra. Roma 8 settembre 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il centrosinistra sempre più diviso sul tema della sicurezza. Da una parte c’è Avs con l’europarlamentare Mimmo Lucano che chiede di candidare Youssef siher e con il deputato Marco Grimaldi che va a trovare in carcere i ragazzi fermati con le molotov in mano, dall’altra c’è lo “sceriffo” Vincenzo De Luca che invoca le manganellate.

Nel mezzo c’è un programma di coalizione che, secondo la roadmap dei leader, dovrebbe vedere la luce a novembre, ma le ricette sulla sicurezza scarseggiano. Il M5s, nel programma di partito elaborato con Nova, ha liquidato il problema con lo slogan “Più sicurezza nei quartieri, più prevenzione” e in poche righe. “Aumentare la presenza dello Stato e intervenire sulle cause sociali della criminalità. Rafforzare organici, presìdi quartiere, pattugliamenti, formazione, mezzi e coordinamento tra forze dell’ordine, Comuni e polizie locali”, si legge nel testo pubblicato online sul sito del Movimento. E ancora: “Rafforzare la videosorveglianza, potenziare l’illuminazione e riqualificare piazze e aree degradate. Integrare il presidio con investimenti in scuola, servizi, sport, educatori di strada, spazi pubblici e contrasto a dispersione, dipendenze e marginalità”. Insomma, un elenco di buone intenzioni che si conclude con un altro slogan: “Certezza della risposta dello Stato: meno reati simbolici”.

Sul sito del Pd, invece, la voce “sicurezza” nemmeno compare sotto la voce “temi”. D’altra parte, le ricette differiscono molto da politico a politico. “Che cosa dovrebbe fare un poliziotto quando viene aggredito con spranghe, chiavi inglesi e pietre? Avrà il diritto di tutelare la propria incolumità?”, sono le domande che Vincenzo De Luca, eterno sindaco-sceriffo di Salerno, pone “mammine di Bologna” mentre parla delle cariche della polizia. “Per tranquillizzarle proporrei di cambiare la dotazione degli agenti: anziché mandarli con l’abbigliamento antisommossa, diamo loro un panierino di petali di rose”, è la conclusione del suo ragionamento. Solo una settimana fa, invece, aveva detto: “Se qualcuno ha intenzione di andare a spaccare vetrine, che le forze di polizia usino senza preoccupazione quegli strumenti difensivi che hanno in dotazione, senza preoccuparsi. Perché anche questa è un’iniziativa che ha un grande effetto pedagogico, se hai una manganellata fra capo e collo, è pure questa una bella lezione che non si dimentica”. Non esattamente la posizione ufficiale del Pd targato Elly Schlein e molto diverse anche da quelle pronunciate da Chiara Appendino secondo cui “a essere violente sono le politiche di questo governo, che mette i poveri contro i ricchi e ignora la giustizia sociale”. Ma anche sull’immigrazione, tema che va a braccetto con la sicurezza, vi sono posizioni insospettabilmente dissonanti rispetto al comune sentire dell’opposizione. “Il campo progressista, il centrosinistra, il campo largo, chiamatelo come volete voi, deve avere il coraggio di unire la solidarietà, l’integrazione degli immigrati al rispetto scientifico delle regole. Un immigrato irregolare che viene nel nostro paese e commette un reato ha perso la sua occasione e deve tornare al suo paese senza se e senza ma”, ha detto Alessandro Onorato, nel suo intervento conclusivo agli Stati generali di Progetto civico Italia.

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