Primarie sì. Primarie no. Nel Campo largo tutti ne parlano. Ma nessuno sa quando si faranno. È il «grande mistero» che accompagna l’alleanza di centro-sinistra nell’anno che porta al voto per le politiche. La sfida alla premier Giorgia Meloni è iniziata.
Giuseppe Conte pare sia l’unico che spinga per accelerare e fissare la data della consultazione per individuare il candidato da proporre per la guida del governo. Dal Pd non hanno fretta. E al pressing dell’avvocato grillino ribattono con ironia: «Che spingesse pure» dice al Giornale un senatore del Partito Democratico. La frenata arriva anche da Avs che consegna al Giornale una battuta: «Per noi il percorso verso le primarie è ancora lungo. Bisogna stabilire il programma, i tempi e le modalità. Non abbiamo fretta. In questa fase per noi la priorità è la festa di Avs l’8 e 9 settembre a Roma».
Bocche cucite nel Pd sul discorso primarie. A fine luglio, Elly Schlein ha riunito i gruppi parlamentari. Il discorso è scivolato sulle primarie. La segretaria ha indicato ai suoi parlamentari una data: fine gennaio 2027. Ma di concreto non sembra esserci nulla. La segretaria è poi sparita dai radar per la lunghissima vacanza. Anche Schlein teme la sfida contro Giuseppe Conte. E soprattutto vorrebbe fissare un criterio molto rigido sulla partecipazione: limitare il voto agli iscritti. Conte convinto di avere il vento in poppa spinge per il voto libero. Il 21 agosto scorso con la lettera al quotidiano La Repubblica l’ex premier grillino ha iniziato ufficialmente la sua candidatura per le primarie del campo largo.
C’è pero un nodo da sciogliere: la legge elettorale. Dal Pd fanno trapelare che «il destino delle primarie è legato alla legge elettorale». Tradotto: se il centrodestra porta a casa la riforma sulla legge elettorale, con l’indicazione del candidato premier sulla scheda, la strada verso le primarie è una scelta obbligata. Se la legge salta e resta in vigore il Rosatellum, le primarie si allontanano. Con la benedizione di Schlein. Il discorso primarie occupa il dibattito anche nella nascente gamba centrista ispirata dall’assessore di Gualtieri Alessandro Onorato. E molto dipende dal sistema che sarà adottato per le primarie. In caso di turno unico, Onorato ed Enzo Maraio (Avanti Psi) convergeranno su Giuseppe Conte. Riccardo Magi dovrebbe sostenere Elly Schlein. In caso di turno unico è complicato che la gamba centrista possa schierarsi con un candidato alle primarie, neutralizzando così anche le manovre di Matteo Renzi. Se si opta per il doppio turno alle primarie, come fu nel 2013 tra Bersani e Renzi, a quel punto i federatori della gamba centrista si presenteranno con un proprio candidato. Per poi convergere su Schlein o Conte al ballottaggio. La sindaca di Genova è un candidato solo nei piani di Casa Riformista.
In casa Avs si spinge per un Papa straniero, senza passare per le primarie. L’unica certezza al momento è che la data delle primarie resta un fantasma. Una grande incognita per il campo delle opposizioni. I grandi saggi, da Prodi a Gentiloni, stanno lavorando sotto traccia per far saltare le primarie. Da registrare l’ingresso ufficiale nel campo largo di Clemente Mastella. Una settimana fa, l’ex ministro della Giustizia, è stato aggiunto alla chat centrista creata da Alessandro Onorato. Piccola nota: nella chat non c’è Matteo Renzi. Mastella sì, il rottamatore no. Un brutto segnale. Una prima vittoria per la coppia Conte-Travaglio che di Renzi non vogliono sentir parlare.
