La posizione del Partito Democratico e della sinistra sull’attentato compiuto da Salim El Koudri a Modena si fa sempre più insostenibile. Dopo le evidenze emerse dai video registrati dall’attentatore che lo collegano all’islam radicale, ora anche le vittime di El Koudri sottolineano la matrice terroristica del suo gesto. «Non parliamo di un pazzo» ha affermato senza giri di parole a Il Resto del Carlino di Modena lo chef Ermanno Muccini, tra i feriti gravi dell’attentato del 16 maggio. «Il punto è che il danno l’ha fatto ed è stato volontario, quindi non importa se sia o meno terroristico seppur, da quanto ho capito rispetto alle ultime notizie emerse, lo è» aggiunge Muccini che poi si sofferma sulle motivazioni che hanno potuto portare El Koudri a compiere l’attentato. «Anche io sono in cura, ma non ho mai ammazzato nessuno e so distinguere il bene dal male. L’attentatore ce l’ha con noi, con gli italiani e con il nostro Cristo perché non è contento di quello che ha. Voleva bruciare l’università che lo aveva fatto studiare? È nato in Italia, le prime generazioni non hanno causato mai grandi problemi ma le seconde sono scontente di tutto, di ciò che hanno. Quindi, secondo me, dovrebbero andare via se qua non si sentono a casa» puntualizza. Muccini, che ha ancora problemi alle braccia e al collo dopo l’attentato e non può tornare a lavorare con un grave danno economico oltre che fisico, ribadisce: «Io non credo sia un matto, credo lui ce l’abbia con noi perché non ha ottenuto quello che voleva».
Anche Deborah De Circo, avvocato di Giovanni Esposito, fratello di Monica Esposito uccisa da El Koudri, sostiene che si è trattato di un’azione premeditata e cosciente animata da un movente di odio socio-politico. Secondo la De Circo la strage non sarebbe riconducibile al gesto improvviso di una persona disadattata e, come riporta il sito «Sul Panaro.net», la tesi che verrà sostenuta nel processo è quella di un atto premeditato.
«Le modalità operative dell’intera azione emulano pienamente attacchi di terrorismo passati» spiega l’avvocato di Esposito che sottolinea la necessità di approfondire ogni elemento emerso nelle indagini senza sottovalutarne nessuno. Il fratello della vittima ha chiesto che venga fatta piena giustizia e a inizio settembre ha annunciato di aver querelato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti per le sue parole pronunciate in Consiglio comunale il 15 giugno: «Sono stato descritto dal sindaco come un familiare manipolatore e sciacallo - testualmente Giovanni Esposito è in male fede, accusandomi di strumentalizzare il dolore proprio e altrui. Mezzetti si è consentito di sindacare pubblicamente sulla coesione familiare e sul mio rapporto con i familiari - testualmente questo la dice lunga sul rapporto di Giovanni Esposito con la famiglia - e ha rappresentato un’incursione violenta nella mia sfera intima e familiare ledendo la mia reputazione sociale» ha spiegato Esposito. Non si è fatta attendere la risposta del legale di Mezzetti secondo cui non c’è stata nessuna offesa. Oltre alla diatriba legale c’è però la questione politica con il Pd emiliano che continua a negare ogni collegamento con il terrorismo e l’islam di El Koudri ridimensionando l’attentato al gesto di un folle mentre il Pd nazionale tace sulla vicenda. È evidente che il tornaconto politico per attrarre l’elettorato islamico per la sinistra sia più forte delle prove fattuali.
