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"La Lega ora torni a fare la Lega. Vannacci centralismo da combattere"

L’assessore Guido Guidesi lancia un appello: "Salvini ci ha portato fino a qui, basta liti interne"

"La Lega ora torni a fare la Lega. Vannacci centralismo da combattere"
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Dall'autonomia che non c'è, anche sui Fondi di coesione, fino ai vantaggi delle Zes che vanno estesi anche al Nord. L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, mette nel mirino il centralismo romano: «Frenare la Lombardia non conviene a nessuno, nemmeno allo Stato» commenta. Parlando anche delle fibrillazioni nella Lega. «Adesso devono valere i contenuti, non i coltelli», l'auspicio dell'assessore che chiede al governo di spingere sull'acceleratore, in quest'ultimo anno, sulla sicurezza e sul sostegno alle imprese. Soprattutto sui costi dell'energia.

Assessore Guidesi, sull'autonomia le promesse erano diverse?

«Sì. E lo dico da militante storico. Le aspettative erano altre: allo Stato continuiamo a chiedere di metterci nelle stesse condizioni dei nostri competitor internazionali. Se verrà fatto, potremo trainare ancora il Paese. Sennò ci sostituirà qualcun altro, ma francamente non vedo tanti candidati...».

Il vicepresidente della Commisione europea Raffaele Fitto e l'Ue propongono di usare i Fondi di coesione contro il caro energia.

«La ciliegina sulla torta. Sulla coesione che non va centralizzata, noi continueremo a dare battaglia. Il fatto, però, che l'Europa non abbia gli anticorpi davanti a questa situazione geopolitica, mi sorprende: vuol dire che non hanno imparato niente dalla pandemia. Ma ci sono anche degli elementi su cui possiamo fare di più a livello nazionale».

Ossia?

«Serve più trasparenza nel calcolo del prezzo dell'energia che è troppo influenzato dalla speculazione. Questa cosa andava e va sistemata, i cittadini devono sapere cosa stanno pagando in bolletta. E poi occorre spingere sulla ricerca di nuove fonti energetiche e su questo forse è stato fatto poco».

Adesso c'è un'accelerazione sul nucleare.

«Alle persone dobbiamo spiegare che non stiamo parlando di vecchio nucleare, ma di micro reattori di cui c'è assolutamente bisogno. A chi dice che ci vorrà tanto tempo, rispondiamo che se non si inizia non si arriva mai. Se si vuole essere meno dipendenti dagli altri e più liberi, anche il nucleare deve essere una soluzione all'interno di un mix energetico».

Un consiglio alla premier Giorgia Meloni per non perdere il sostegno delle imprese?

«Una soluzione sacrosanta sarebbe estendere i benefici delle Zes, almeno quelli di semplificazione burocratica, anche alle Regioni del Nord. Facciamo un esempio: Marche e Lombardia hanno due grandi distretti calzaturifici. Ma solo quello delle Marche gode di vantaggi. Così gli investitori dove andranno? Se la Lombardia facesse quattro giorni di sciopero, non sono mica sicuro che a Roma riuscirebbero a chiudere il bilancio».

La destra di Giorgia Meloni è troppo romanocentrica?

«Va detto che su questo c'è una certa coerenza nei nostri alleati. Altro esempio: cancellare le Province e le loro competenze ha migliorato i conti dello Stato e l'erogazione di servizi? Io dico di no, quindi perché non le abbiamo ripristinate? Ma anche la Lega deve essere coerente con quello che ha sempre fatto. Il ruolo di sindacato del territorio nel governo spetta a noi. Insomma, la Lega deve tornare a fare la Lega».

Ma oggi le parole chiave della Lega quali sono?

«Se siamo arrivati fin qui, il merito è anche di Matteo Salvini e non possiamo permetterci le dispute interne. Detto questo, per me la Lega continua a essere sinonimo di ascolto del territorio. Spesso, come Regioni del Nord, giochiamo in maniera difensiva rispetto al governo. E questo non va bene. Abbiamo tanti sindaci e ottimi amministratori, come Fedriga e Stefani, a cui va data qualche responsabilità in più».

L'ormai ex governatore Zaia insiste sul modello della Cdu-Csu bavarese.

«Mi riconoscerei perfettamente in un partito di governo ma anche amministrativo. Il Nord ha bisogno di una rappresentanza del genere. Chi se non la Lega può fare un'operazione come questa?».

Salvini al Viminale per arginare il generale Vannacci?

«Vannacci impersonifica il centralismo che combattiamo da sempre ed è l'estremo opposto del leghismo.

Ci accomuna l'attenzione alla sicurezza, seppur con soluzioni diverse, ma non credo che vada inseguito. Però se il suo messaggio sull'immigrazione funziona, vuol dire che su questo il governo avrebbe potuto fare di più. Sfruttiamo quest'ultimo anno per essere più incisivi sulla sicurezza».

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