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Legge elettorale, via libera della Camera alla fiducia sull’articolo 1

I voti favorevoli sono stati 226, quelli contrari sono stati 147: subito dopo è iniziata la discussione sulla fiducia per l’articolo 2

Articolo in aggiornamento

Alla Camera è stata approvata la questione di fiducia sull’articolo 1 della riforma della legge Elettorale, nel testo della Commissione identico a quello già modificato dal Senato. I presenti sono stati 376, ci sono stati 3 astenuti e 226 voti favorevoli. Sono stati 147 contrari, quindi la richiesta è passata senza problemi. Subito dopo sono iniziate nell’Aula della Camera le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sull’articolo 2 della legge elettorale, relativo al nuovo sistema di elezione del Senato.

“Il principio di fondo di questo testo e’ che i voti ricevuti dagli elettori devono tradursi in rappresentanza parlamentare in misura proporzionale al consenso ottenuto. E la governabilià’ viene perseguita attraverso un meccanismo specifico e condizionato: il premio di maggioranza con un meccanismo, dunque, che non attribuisce automaticamente la maggioranza a chi arriva primo, richiedendo invece un consenso significativo e soprattutto coerente nei due rami del Parlamento”, ha detto Saverio Romano, coordinatore politico di Noi Moderati, intervenendo alla Camera durante le dichiarazioni di voto.

“Sono tanti i motivi per cui non voteremo questa fiducia: volete far rientrare in campo il premierato, sbarrate la strada a chi non è già in parlamento, e poi per la scandalosa noncuranza di Meloni per le sue simili, visto che ha ignorato l’esigenza di equilibrio di rappresentanza tra uomini e donne: con questa legge si va verso una ulteriore mascolinizzazione delle Camere, perché la percentuale di donne elette, oggi al 33,6%, sarà sicuramente minore”, ha dichiarato la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella, intervenendo in Aula sulla fiducia. “Io chiedo che vengano almeno riviste in questa pessima legge elettorale almeno le parti che riguardano l’accesso alla competizione elettorale”, sono le parole di Riccardo Magi, segretario di +Europa, che ha annunciato un nuovo sciopero della fame. “Ringrazio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che mi ha inviato un messaggio per informarsi sulle mie condizioni di salute. È positivo che la premier cerchi un canale di dialogo con noi, sebbene sulla questione firme al momento non riscontriamo alcuna apertura da parte del governo. Per questo, anche alla luce dei parametri positivi relativi al mio stato di salute riscontrati a seguito di una visita con il dottor Claudio Santini, proseguirò con l’iniziativa nonviolenta del digiuno rivolta direttamente all’esecutivo che, con l’apposizione della fiducia, è divenuto l’interlocutore principale sulla legge elettorale e a cui chiediamo un’assunzione di responsabilità su una questione che riguarda lo stato di salute della democrazia in Italia”, ha detto Magi.

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