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L'ex Dg Guerra contro Ranucci: bufale su di me, ora si scusi

“Da Report tesi ignobili”, pure le carte gli danno ragione

E i bombaroli ammettono: dovevamo solo fare scena

Le bufale sul caso Becciu, le ingerenze di Walter Lavitola sui Canadair, le manine taglia e cuci degli 007 sul servizio sui Cantieri Vittoria di Adria e ora il Covid. Si allunga anche sui servizi legati alla pandemia il sospetto di un possibile depistaggio dietro i presunti scoop della trasmissione di Sigfrido Ranucci. La pista sulle mascherine cinesi farlocche eppure strapagate fu scovata da Rosa Maria Aquino ma poi abbandonata, Report aveva ingiustamente accusato il governatore lombardo Attilio Fontana ma per i giudici «manca l’elemento psicologico del reato». E sul mancato aggiornamento del Piano pandemico, imposto dalla norma Ue 1082/13, Report diede ingiustamente la colpa all’ex Dg della Prevenzione del ministero della Salute Ranieri Guerra, che invece ne aveva caldeggiato la revisione. La sentenza del tribunale del Lavoro di Ginevra nella causa tra Oms e il whistleblower Francesco Zambon conferma che a far togliere il report che accusava falsamente Guerra di essere stato negligente «fu l’Ufficio Oms Cina», non l’ex Dg come sostiene Report e le carte emerse in commissione. L’altro giorno lo stesso Guerra ha scritto (invano) su Facebook a Ranucci e a Massimo Giletti, invitandoli a chiedergli scusa per la campagna mediatica orchestrata «con tesi che considero oltraggiose». Prima di andare all’Oms il 15 settembre 2017 Guerra scrisse all’allora ministra della Salute Pd Beatrice Lorenzin, invitandola ad aggiornare il Piano pandemico. Stessa cosa fece il nuovo Dg Claudio D’Amario il 1 agosto 2018. Peccato che, lo dice la funzionaria ministeriale Anna Caraglia ai pm di Bergamo che indagarono per epidemia colposa legata alla mancata applicazione del Piano, il successore della Lorenzin fosse la grillina Giulia Grillo, scettica sui vaccini anti influenzali: «Ritengo che il suo indirizzo politico dall’insediamento nel giugno 2018 non ritenesse adeguatamente in considerazione il rischio di pandemia». Senza l’ok grillino il Piano pandemico (fermo al 2006) era un guscio vuoto, eppure se applicato avrebbe previsto i lockdown mirati che - lo dice il senatore Pd Andrea Crisanti da consulente dei pm di Bergamo - avrebbero potuto salvare molte vite tra Alzano e Nembro, Zona rossa mai chiusa «per motivi economici» per ammissione di Giuseppe Conte. Scaricare tutta la colpa della pandemia su Guerra è servito a manlevare lo stesso Conte, il ministro della Salute Roberto Speranza e il suo esecutivo dall’impennata dei decessi, 190mila. Quanto alle mascherine cinesi, farlocche secondo la Guardia di Finanza, fu Conte a garantirne la sicurezza proprio a Report, avvelenando così fino a oggi la narrazione. FMan

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