Operazione Cottarelli. Il coordinatore regionale di Forza Italia Alessandro Sorte è sempre più convinto di riuscire a «portarla a casa», nonostante dubbi e paletti sollevati una settimana fa dagli alleati, quando si è fatta più concreta l'ipotesi della candidatura a sindaco. Coglie le sfumature nelle dichiarazioni dei colonnelli leghisti, che si stanno smussando, possibilista FdI. E ribadisce a tutti che è l'unico nome che può convincere Azione a strappare con il centrosinistra, giorni fa è già arrivato l'endorsment del leader Carlo Calenda. Ci aggiunge il video-parere del direttore scientifico di Yoodata e professore di Comunicazione politica alla Cattolica Alessandro Amadori. La prima obiezione dei leghisti è che Cottarelli è stato eletto senatore con il Pd nel 2022 (anche se si è dimesso dopo 7 mesi perchè non si è ritrovato nella linea dem). Amadori premette che «Milano è una città che voterà comunque secondo concetti di pragmatismo e spirito progressista come avviene in tutte le metropoli, da New York a Parigi, Londra, forse persino Tokyo. Ci vuole un nome che vada oltre le logiche identitarie, credibile, competente, che riesca a porre temi di centrodestra con un taglio di sinistra e temi di sinistra con un taglio di centrodestra. Analizzato come prodotto di laboratorio, Cottareli è un ottimo candidato se il centrodestra smette di ragionare solo in termini ideologici e si mette a lavorare su una combinazione progetto-candidato, potrebbe spiazzare i giochi e introdurre una fortissima novità». Tant'è, il centrodestra sta mettendo in cantiere il famoso sondaggio su una rosa di massimo dieci nomi da sondare, dovrebbe essere affidato ad Alessandra Ghisleri. Cottarelli è il più quotato da parte di Fi, la Lega come si sa punta sui nomi della vicesegretaria Silvia Sardone, del giornalista Giovanni Terzi e dell'ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada, saranno sondati Maurizio Lupi, l'ex Fi Pietro Tatarella, i civici Antonino La Lumia e Antonio Civita.
Ad agitare il centrodestra è l'ipotesi che Fi possa correre da sola al primo turno, sostenendo Cottarelli con Azione, per ritrovarsi uniti al ballottaggio. Un'ipotesi lanciata da Sorte, forse più per tattica politica, per convincere gli alleati a benedire l'ipotesi Cottarelli (che peraltro non ha ancora sciolto le riserve) e l'allargamento ad Azione. Ma la base è in subbuglio. Tra quelli che stanno ricevendo chiamate di azzurri che non vedrebbero di buon occhio la divisione del centrodestra alle urne c'è Tatarella, che si è già autocandidato pubblicamente. E non escluderebbe, se la spaccatura si concretizzasse e FdI, Lega e Noi Moderati optassero per un nome alternativo, di offrire alla coalizione orfana di Fi di guidare una lista e offrire un'alternativa a una parte dell'elettorato azzurri. Sembra una puntata di «House of Cards», la celebre serie Usa sugli intrighi politici.
Tra strategie e sondaggi, rispunta anche una vecchia suggestione. Incalzato ieri dai cronisti sull'ipotesi di scendere in politica Urbano Cairo ha risposto che «nella vita tutto è possibile, non si può escludere nulla». Il numero uno di Cairo Communication ha rivelato di aver «fatto anche dei sondaggi e i consensi erano altissimi. Ma la politica è una cosa complicata».
Sulla possibilita di candidarsi sindaco a Milano, come nel 2024, ha risposto «perchè no», scherzando «è quello che sto pensando di fare, sto cercando qualcuno che compri tutto». In passato il leader della Lega Matteo Salvini propose a Cairo la candidatura a Milano, ma declinò. E in un'intervista Cairo precisò di sentirsi «più vicino a Matteo Renzi».