Sul caso di Abderrahim Fakir sono intervenuti in tanti, anche esponenti di primo piano della scena politica, addossando esplicitamente le colpe contro gli agenti della Polizia di Stato intervenuti per compiere l’arresto dell’uomo. A chiamare le forze dell’ordine erano stati alcuni dei residenti del Pilastro, spaventato dal comportamento dell’uomo, che poi è morto durante le fasi di immobilizzazione per ragioni ancora da chiarire, sulle quali sta ancora indagando la Procura. Tra chi non ha atteso gli esiti delle indagini ma sembra aver già deciso l’esito e la sentenza di colpevolezza c’è Francesca Albanese, a margine della presentazione del suo nuovo libro a Napoli, facendo dei parallelismi e delle affermazioni fortemente discutibili.
“Io sto ancora elaborando quelle immagini, perché mi hanno proprio impressionato, nel senso che mi sembra una scena già vista altrove. Io vado ripetendo da mesi, se non anni, che c’è questo grandissimo rischio di israelizzazione della nostra società, dove si guarda d’Israele come modello di democrazia dove sì, magari qualcuno vota, però si usano metodi repressivi”, ha detto la relatrice speciale dell’Onu ai microfoni di Alanews. La scelta linguistica della relatrice dell’Onu in questo caso è precisa: cercare di contrapporre una fantomatica “israelizzazione” all’islamizzazione, processo ampiamente denunciato e che trova purtroppo riscontro nella quotidianità degli europei, forse nel tentativo di fare da contrappeso ideologico.
“E l’altra cosa che mi ha fatto malissimo – e a questo forse non ero preparata – era il personale sanitario che avrebbe dovuto soccorrere e avrebbero dovuto fermare le forze dell’ordine e non l’hanno fatto, stavano tutti a guardare. A me preoccupa il rigurgito fascista di questo Paese, sì, mi preoccupa. Mi preoccupa il fatto che non si capisca quanto questo momento di smottamento internazionale abbia bisogno di un’Italia forte, unita dalla Costituzione, che è il nostro minimo comune denominatore normativo e anche la nostra bussola”, ha detto ancora. “E mi preoccupa vedere i busti di... le statuette di Mussolini invece che di Pertini, come se niente fosse. Tutto questo mi preoccupa, mi preoccupa la violenza crescente, non solo ad opera della malavita, ma ad opera delle forze dell’ordine, quelle che dovrebbero proteggere la cittadinanza. E mi preoccupa un governo che passa leggi liberticide anziché attuare, appunto, la Costituzione” ha concluso. Come altri soggetti a lei simili, in ogni discorso deve inserire il “fascismo” come fantasma e spauracchio da sventolare per, forse, spaventare gli italiani in qualche modo. Ma, soprattutto, il “fascismo” in questo caso quale attinenza ha? Qual è la ragione per la quale Albanese avanza questa tesi tra “isrealizzazione” e “fascismo” nel caso di un uomo morto per cause da accertare mentre due poliziotti conducono un arresto? Perché non è chiaro, forse volutamente, quale sia il punto di caduta definitivo dell’affermazione.
