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Una chiazza di sangue dietro la testa di Fakir. Il legale dei poliziotti: “Si è ferito sull’asfalto”

L’avvocato della famiglia: “È stato picchiato”. Il colpo a terra con la nuca dopo aver morso la gamba di un agente. L’indagine sul corpo

Il corpo di Abderrahim Fakir nascosto da un lenzuolo, Bologna, 19 luglio 2026. ANSA

Un nuovo video mostra i momenti successivi alla morte di Abderrahim Fakir. Una agente della scientifica scopre il corpo dell’uomo, avvolto da un lenzuolo e ancora con i piedi legati. Si vede una chiazza di sangue sotto la testa, oltre che tracce ematiche sul volto. Ed è su questo, dopo i primi risultati dell’autopsia che hanno evidenziato sangue nei polmoni e schiacciamento, che si dividono ancora le interpretazioni del legale della famiglia di Fakir e del difensore dei due poliziotti intervenuti a immobilizzare il 42enne. Per Fabio Anselmo, l’uomo è stato «picchiato». Per Gabriele Bordoni, avvocato degli agenti, «il sangue arriva dalla ferita alla nuca che si è procurato strisciando per terra dopo un morso al poliziotto». Dal filmato della bodycam emergerebbe che, durante la colluttazione, Fakir «si divincola dalla presa e si mette sul fianco» e nel tentativo di mordere il polpaccio di un agente, «si ferisce contro l’asfalto». Poi «con lo spray si ritrae velocemente e nel tirarsi indietro va nuovamente a ferirsi la nuca».Il legale della famiglia però attacca.E respinge anche che il possibile uso di cocaina sia alla base del sanguinamento polmonare: «Come ci è finito tutto quel sangue nei polmoni? L’ha inalato perché l’hanno battuto. Non è sangue esterno. Cosa c’entra la cocaina? Per indagini tossicologiche serie ci vogliono giorni e giorni».Secondo l’avvocato il test che avrebbe rilevato tracce della sostanza stupefacente «è inattendibile e anche i consulenti della difesa lo sanno. È un test fatto per orientare - precisa - La cocaina non provoca tutto questo. Lì c’è un quadro asfittico di compressione. Fakir - sostiene - è morto per un’asfissia posturale meccanica violenta, punto. La cocaina... anche no. Si fanno brutte figure». E poi punta il dito contro la «narrazione difensiva» sui poliziotti. A maggioranza parlamentare Fakir non è morto per asfissia meccanica violenta da compressione. È stato trattato con cura, attenzione e delicatezza. Abbiamo un bello e spesso scudo davanti a noi, giuridico e politico. Siamo rassegnati». Per il medico legale e consulente di parte della famiglia della vittima, Vittorio Fineschi bisogna attendere prima di saltare a diagnosi conclusive, ma il sangue nei polmoni sarebbe un elemento rilevante: «I quadri polmonari sono di fondamentale importanza e questo è uno dei reperti principali che si ritrova nelle morti legate a meccanismi asfittici compressivi». Per il legale degli agenti invece quello stesso dato «può avere genesi completamente diverse e l’assenza di fratture, soprattutto alle costole, e di una compressione della gabbia toracica portano a escludere un esubero di forza da parte dei poliziotti». Ci vorrà tempo però per avere gli esiti di tutti gli accertamenti e degli esami svolti in sede autoptica. I consulenti della Procura avranno 90 giorni per rispondere ai sette quesiti posti dai magistrati per ricostruire le cause della morte di Fakir. Tra questi c’è anche la verifica di patologie psichiche pregresse. Risulta che Fakir avesse iniziato un percorso di cura al centro di salute mentale, dove era stato inviato dopo un intervento dei sanitari lo scorso 20 giugno. Aveva un secondo appuntamento i primi giorni di agosto per proseguire nella terapia. Gli esami tossicologici sono stati chiesti per cercare l’eventuale presenza di stupefacenti, farmaci o altri tipi di sostanze, sia sulla salma sia sugli indumenti. I primi accertamenti avrebbero evidenziato tracce di cocaina ma bisogna attendere le analisi complete. Non sarebbero state trovate droghe a casa di Fakir durante la perquisizione. Dove sono stati comunque sequestrati i suoi telefoni. Si cerca di ricostruire così gli ultimi giorni di vita dell’uomo per capire cosa lo abbia portato a quello stato di alterazione finito in tragedia. I pm hanno chiesto anche una valutazione della tempestività e dell’adeguatezza dei soccorsi sanitari intervenuti.


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