Sembra quasi una non notizia, visto che è stato il primo nome lanciato nel toto sindaco del centrodestra (da Ignazio La Russa) addirittura nel novembre 2024, ma solo ieri Noi Moderati ha ufficializzato la candidatura del leader Maurizio Lupi. Sarà sul tavolo dei leader insieme a quella del sottosegretario Matteo Perego di Cremnago proposto da Forza Italia (e dato in pole) e a quella della vicegretaria della Lega Silvia Sardone. Meloni, Salvini, Tajani e lo stesso Lupi dovrebbero vedersi per un vertice sulle città al voto nel 2027 lunedì prossimo ma secondo i rumors il risiko non si chiuderà prima del voto di fiducia sulla legge elettorale, previsto il 5 ottobre. Anche Lupi ieri ha spostato da fine settembre alla «prima settimana di ottobre» la scadenza che i partiti si sono dati «per individuare i nomi in tutte le grandi città al voto. A Milano si può vincere, governa da 15 anni il centrosinistra, i cittadini sono scontenti ed è per questo che non può essere una scelta a perdere». A margine del Consiglio nazionale di Nm ricorda che «è stato più volte fatto anche il mio nome, ne discuteremo insieme. Per noi è inaccettabile che si giochi a perdere». E esclude un’alleanza con Fn di Vannacci. É il deputato e coordinatore regionale Alessandro Colucci durante il Consiglio a ufficializzare che «Noi Moderati sostiene Lupi candidato a Milano, liberiamo gli indugi».
Aggiunge che «se la logica che aleggia nel centrodestra è che “intanto perdiamo“ e accontentiamo qualche alleato, noi non ci stiamo. E mettiamo a disposizione il nostro leader, non figure secondarie». Cita il sondaggio appena diffuso da Monitor Ixè-Milano: oggi prevale un’intenzione di voto più orientata a un candidato del centrosinistra (45%) che di centrodestra (38%) ma con uno spazio non indifferente (16%) a favore di un eventuale «altro candidato». Uno scarto di 7 punti a otto mesi dal voto vuol dire che la partita è apertissima. E il 38% dei milanesi pensa che il prossimo sindaco sarà di centrodestra, il 36% centrosinistra. «Il sentiment è che vinciamo noi, se c’è un nome forte e autorevole» sottolinea Colucci. La senatrice di Nm Mariastella Gelmini (che sostiene ovviamente Lupi) vive «a Milano e non servono i sondaggi per comprendere la richiesta di cambiamento» che c’è, e «non può arrivare da Mario Calabresi che si presenterà con la stessa squadra di Sala». Perego ribadisce che «saranno i leader a scegliere la persona più indicata per dare un’offerta diversa, bisogna cambiare a Milano perchè non è stato fatto molto in questi anni». Per il deputato FdI Marco Osnato il sondaggio conferma che l’«insoddisfazione nei confronti delle giunte Pd è altissima. Il centrodestra può vincere se, come auspico, sa proporre un’idea alternativa alle nebbie ideologiche della maggioranza che sostiene Sala». Pietro Tatarella, che ha lanciato con Antonio Civita la lista civica «Tu», sottolinea che secondo i dati oggi si andrebbe al ballottaggio e «molto dipenderà da quel 16% che sceglierà in base al nome. La civica è quello che serve a spostare un po’ quell’equilibrio».
