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Maduro, il sogno socialista e l'assalto al Campo Largo: chi è Giuliano Granato il leader di Potere al Popolo

Il portavoce della sinistra radicale ha guidato la contestazione di Napoli, trasformando la prova di unità dell’opposizione in uno scontro tutto interno alla sinistra

Maduro, il sogno socialista e l'assalto al Campo Largo: chi è Giuliano Granato il leader di Potere al Popolo
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Il campo largo è partito con il piede sbagliato: Elly Schlein, Angelo Bonelli e Giuseppe Conte pensavano di fare una passeggiata gloriosa a Napoli ma non hanno fatto i conti con l’altra sinistra, quella veramente radicale, che loro hanno sempre coccolato e difeso per avere qualche voto in più, che ora si è rivoltata contro di loro. Potere al Popolo è un partito che da tempo questo giornale attenziona e segue per le sue posizioni populiste dichiaratamente schiacciate sul comunismo e anticapitalismo. A capo di questo movimento c’è Giuliano Granato, napoletano classe 1985, che ieri ha guidato la protesta.

Ma chi è Giuliano Granato? Lo spiega lui stesso tra le pagine di Potere al Popolo: “Nel 2020 è stato candidato presidente della Regione Campania con la lista “Potere al Popolo – La Campania è il futuro!”. L’anno successivo è diventato portavoce nazionale di Potere al Popolo. Collabora con Il Fatto Quotidiano, Left e DiarioRed, e partecipa regolarmente alla trasmissione “La Radiazza” su Radio Marte”. Si è laureato in Relazioni internazionali e diplomatiche presso l’Università Orientale di Napoli e dopo la laurea è volato a Londra per lavorare in una charity che si occupa di recupero di soggetti con dipendenze. “Disagio e rabbia sociale sono sentimenti che viviamo quotidianamente. E che vive un’enorme maggioranza del Paese. Un disagio che non ha dimensione solo materiale, ma anche psicologica, come registra l’aumento della sofferenza che si palesa in ansia e angoscia, ormai quasi ‘tratti psicologici’ del presente. Il disagio si accompagna a una rabbia genuina che, però, il blocco di potere esistente è al momento capace di canalizzare verso “nemici inventati” (vedi gli immigrati) o di trasformare in senso di impotenza, che dà vita a una profonda frustrazione”, dichiarava Granato un anno fa in un’intervista a Contropiano, dove lanciava anche l’idea di un campo politico indipendente.

“Ai suoi albori il movimento socialista e comunista aveva l’enorme forza del futuro dalla sua: in maniera a volte anche ingenua, prometteva attraverso la lotta non solo qualche soldo in più in busta paga, ma la trasformazione dei rapporti di potere, un domani che per tanti versi si presentava come negazione completa del presente e suo ribaltamento”, diceva nella stessa intervista, aggiungendo che “Lavorare come parte di un movimento internazionale per e verso il socialismo significa anche uscire dall’ottica meramente ‘reattiva’ e ricostruire invece questo orizzonte, una traiettoria di liberazione collettiva”. Granato è uno degli animatori delle manifestazioni “Blocchiamo tutto”, è sceso in piazza per il Venezuela a sostegno di Maduro e di Gaza.

Il suo posizionamento è piuttosto chiaro, la sinistra istituzionale ha sempre provato a tenere legato questo tipo di movimenti ma ora si stanno rendendo conto che la sinistra radicale, pur come sempre dichiarato, non ha alcun interesse a diventare parte di quel gruppo. E dalle parti del campo largo si sono forse accorti di aver fatto qualche errore nel giustificare gli estremismi di questi movimenti.

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