Nessun rammarico per le due partenze da Forza Italia. Nessuna particolare apprensione. Non è preoccupata Marina Berlusconi per i due deputati che da Forza Italia sono passati a Futuro Nazionale, il movimento del generale Roberto Vannacci che da pochi mesi si è messo «in proprio» e ora cerca di attrarre nella sua orbita volti e voti della maggioranza.
La primogenita di Silvio Berlusconi, storico leader azzurro e fondatore del centrodestra italiano, segue le vicende del movimento fondato dal padre auspicando una evoluzione «liberal».
E, secondo quanto le agenzie riportano da fonti vicine ad Arcore, non è un grosso problema - o meglio è un problema del passato - la defezione di due deputati di Fi (Attilio Pierro e Davide Bergamini) che avevano aderito al movimento azzurro solo nel gennaio scorso e ieri sono approdati ufficialmente alla «corte» del generale, con altri due. «Il 6 giugno ricorre lo sbarco in Normandia, oggi celebriamo lo sbarco in Futuro nazionale - ha annunciato con enfasi Vannacci durante una conferenza stampa indetta nella sua Viareggio - Siamo a 94mila iscritti, il partito è partito, non lo ferma più nessuno». Oltre ai due ormai ex azzurri e con un passato recente nel Carroccio, gli altri neo deputati vannacciani sono Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, provenienti dalla Lega. E anche l'economista ed ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi ha aderito al nuovo partito. Tuttavia, per quanto concerne Forza Italia, certe uscite - così fanno osservare fonti vicine ad Arcore - sono appunto considerate
semplicemente la conseguenza di scelte sbagliate del passato, che hanno portato dentro al partito anche esponenti che non ne condividevano i valori fondamentali.
La presidente di Fininvest, questo riferiscono ambienti vicini ad Arcore, non ha nessuna intenzione di interferire nella linea politica di Fi, ma le sta a cuore il futuro
del partito fondato dal padre e crede fermamente in una sua svolta liberal. In tale contesto andrebbe letto anche il doppio avvicendamento alla Camera e al Senato con la nomina dei capigruppo Enrico Costa e Stefania Craxi.