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Mattarella: "Potere può inebriare, ai potenti consiglio autoironia. E il Papa mette in guardia dall'autoesaltazione"

Al Quirinale il capo dello Stato parla agli studenti di giornalismo, denuncia lo stallo della vigilanza Rai e invita a difendere i confini tra verità, verosimile e falso

Mattarella: "Potere può inebriare, ai potenti consiglio autoironia. E il Papa mette in guardia dall'autoesaltazione"
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato al Quirinale gli studenti delle scuole di giornalismo e ha ragionato con loro sull’evoluzione della professione e sulle sue sfide del futuro, ma anche sull’attuale situazione nel nostro Paese. “Siete studentesse e studenti che aspirano alla professione giornalistica. I temi affrontati interrogano in modo significativo l'informazione libera e indipendente, premessa di democrazia. Nei secoli passati il giornalismo era associato a un'idea romantica e avventurosa, oggi molto è cambiato: libertà e responsabilità sono caratteri fondamentali”, ha spiegato il presidente della Repubblica.

Il capo dello stato ha poi aggiunto che “Repubblica e Costituzione ci offrono due elementi: libertà e responsabilità'. L'autonomia di pensiero nell'elaborazione delle notizie a cui si lavora e la deontologia. Il diritto di cronaca ha per oggetto gli atti e i fatti, e il diritto di narrare ciò che avviene per fare conoscere obiettivamente i fatti”. Ha poi dichiarato di non trovare “accettabile” che “dopo un anno e mezzo, al servizio pubblico nazionale manchi ancora l'assetto dei propri organi amministrativi e la Commissione di vigilanza Rai non sia in grado di esercitare i suoi compiti”. Quindi, con i giornalisti di domani ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale “sta conquistando un ruolo sempre più diffuso se non addirittura egemone nella nostra esistenza” e, quindi, “occorre un'adeguata consapevolezza morale per rendere possibile il suo uso, con una definizione di regole, come quelle Ue, per un governo dell’IA senza che essa si trasformi in strumento di dominio dei giganti della tecnologia che pretendono di sostituirsi agli stati sovrani e all'ordinamento internazionale”. Nel percorso intrapreso, gli studenti stanno ora “approfondendo il rapporto tra verità e professione giornalista. La domanda di verità rischia oggi di inciampare in risposte fuorvianti in un mondo di tecnologie che assottigliano i confini tra vero, verosimile e falso. Rimarcare quei confini e' compito del giornalista”.

È stato un intervento ricco di spunti significativi quello di Mattarella, che ha anche commentato il messaggio di oggi di Papa Leone XIV sul potere, che “mette in guardia dal pericolo dell'autoesaltazione . Mi torna in mente quando in questo salone, 8 o 9 anni fa, uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere. Ho risposto che il potere, per chi ricopre ruoli di vertice dello Stato, dei sistemi sociali, può in effetti inebriare e far perdere l'equilibrio”. Ma, ha spiegato il presidente della Repubblica, “vi sono due antidoti; il primo istituzionale, l'equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali.

Il secondo è rimesso alla coscienza personale, individuale ed è un'alta capacità di autoironia . È preziosa. Se i cosiddetti potenti della terra ne facessero un po' di uso, anche in piccole dosi, il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo”.

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