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Meloni: "Il governo non accetta di essere di serie B in Ue". Poi gela la sinistra: "Non faccio cose 'nannimorettiane', se ho da dire una cosa la dico"

Così la premier in Aula alla Camera, in vista del Consiglio Ue: "L'Ue non sia il club dove prevale il più forte". Poi la stoccata a Macron, Starmer e Merz: "Basta vertici ristretti sull’Ucraina"

Meloni: "Il governo non accetta di essere di serie B in Ue". Poi gela la sinistra: "Non faccio cose 'nannimorettiane', se ho da dire una cosa la dico"
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Doppio appuntamento, alla Camera e al Senato, per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo." Sosteniamo la difesa dell'Ucraina, la nostra linea non cambia.

Sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresenta ancora oggi l'unico modo per aprire una stagione negoziale. Per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto di sanzioni europee", ha detto la premier a Montecitorio. Poi il confronto con le forze politiche in aula in entrambi i rami del Parlamento.

Al Senato approvata la risoluzione di maggioranza sul Consiglio Ue

Via libera dell'Aula del Senato con voto ad alzata di mano alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazione della premier in vista del Consiglio Ue. Bocciate le risoluzioni dell'opposizione, anche quella di Azione perchè, pur avendo ottenuto parere favorevole previa riformulazione, ha rifiutato le riformulazioni proposte dal governo. Prima del voto, le opposizioni hanno chiesto di verificare la presenza del numero legale in Aula, viste le assenze di questa mattina in occasione della discussione sul Decreto accise. 

Ue, Meloni: superamento unanimità non è panacea di tutti i mali

"Io continuo a pensare che il superamento dell'unanimità non sia la panacea di tutti i mali. Penso che il superamento dell'unanimità e l'imposizione di un sistema che va a maggioranza disegnerebbe un'Europa che esclude e impone. E io penso che noi abbiamo bisogno di qualcosa di diametralmente opposto. Noi abbiamo bisogno di un'Europa che aggreghi, che avvicini e che trovi delle sintesi". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche dopo la discussione generale sulle comunicazioni della premier nell'Aula del Senato in vista del prossimo Consiglio europeo. "Quelle sintesi alla fine la politica le trova. Abbiamo passato nottate, abbiamo litigato e discusso, ma alla fine abbiamo sempre trovato delle sintesi, perché la politica questo lo sa fare. Che è il motivo, però, per il quale - e non è un tema da campagna elettorale - quando la politica quelle sintesi le trova, poi vadano rispettate. Quello che non funziona nelle istituzioni europee è che in altri uffici, altra gente che non deve rendere conto a nessuno decide che ha un'altra agenda. Questo non si può fare, perché io pretendo che la politica torni al centro delle decisioni. Vale per me e per ciascuno di voi, è una battaglia che dovremmo condurre insieme e che spero condurremo insieme", ha aggiunto

Meloni al M5s: nulla di opaco sulle banche, mai fatto operazioni opache

"Sul risiko bancario non consento di parlare di operazioni opache, io non ho mai fatto nessuna operazione opaca". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, rispondendo al senatore M5s Mario Turco. "Forse qualche interrogazione, senatore Turco, visto che vogliamo parlare di operazioni opache, dovremmo farla sugli imprenditori che stanno dichiarando che c'erano professionisti che chiedevano il 10% per importare mascherine farlocche durante la pandemia", l'affondo della premier riferito alle audizioni in commissione Covid. "Quindi - ha concluso Meloni - consiglio di non accusate altri di opacità quando qualcosa opaco c'è veramente".

Meloni a Renzi: "Lady tax? Ci dica cosa pensa di patrimoniale e tassa successione dei suoi alleati"

"Renzi pensa che ripetendo le cose all'infinito le cose diventano vere. Questo governo non le ha alzate. C'è solo più gente che invece di stare a casa e prendere il reddito di cittadinanza lavora. Se io sono lady tax poi mi dirà in dichiarazione di voto cosa pensa della proposta dei suoi alleati sulla patrimoniale e della tassa di successione". Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua replica al Senato alle comunicazioni in vista del Consiglio europeo a Matteo Renzi.

Meloni a Renzi: altri premier fuori da E3 ma io ai francesi non regalo niente

"Renzi dice che il formato E4 è una conquista. Ci può dire quando è stata raggiunta? Non mi pare ci fosse un formato E4 consolidato. Lei si arrabbiava perché non era stato invitato a un vertice E3, in un momento storico in cui lei stipulava un trattato in cui cedeva ai francesi pezzi di mare italiano tra i più pescosi che avevamo. Ora che io vengo esclusa, atteso che ai francesi non je regalo niente, lo capisco, ma che fosse escluso lei che je regalava pure pezzi di mare mi sembra un pochino più cattivo". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue.

Meloni, il gas russo non costa meno e lo dice Descalzi

"Il gas russo non costa meno e lo dice Descalzi". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue citando una dichiarazione dell'ad dell'Eni dello scorso ottobre. "Quando si sostiene che noi staremmo facendo perdere risorse agli italiani, credo che si sta sostenendo una cosa falsa", ha aggiunto.

Meloni, sul vertice per i Balcani polemicucce che lasciano il tempo che trovano

"Sul tema del Balcani, in Parlamento c'è una posizione univoca, e il governo va per convinzione nel solco della tradizione italiana. Mi dispiace che, per la mia impossibilità di arrivare in tempo a uno dei moltissimi vertici, per attaccare il governo si metta in discussione una tradizione che arriva da lontano. Sono tesi bizzarre, polemicucce di casa nostra che lasciano il tempo che trovano. Ho partecipato a una cosa a cui ritengo che un premier debba partecipare, quando ho capito che non sarei arrivata in tempo ho saltato il vertice. Nessun collega ha partecipato a tutti i vertici negli ultimi 4 anni, ma escludo che nelle altre nazioni sia stata messa in discussione la linea del governo". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato, in replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. 

Meloni, alcuni Paesi addestrano ragazzi a pilotare droni a distanza

"Il punto non è solo quanto si spende per la difesa ma per cosa si spende in difesa, e lo porterò al vertice Nato". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. La premier ha sottolineato che "oggi è piu letale un satellite ben posizionato rispetto a un carrarmato o una portaerei", e che è importante "difendere i dati in maniera strategica: temo che indipendentemente da quanto spendiamo come Occidente, non riusciremo a difendere adeguatamente nel futuro nostre società". "Ci sono Paesi - ha continuato - che piuttosto che arruolare militari, stanno formando ragazzini, abituati a giocare con la Playstation, per far loro pilotare un drone a distanza in una possibile guerra. È un dibattito che occorre fare, va fatto a livello piu alto di Nato. Personalmente l'ho posto in più occasioni ai vertici Nato e lo porterò anche quest'anno". "Ci sono materie - ha detto ancora Meloni alle opposizioni - su cui dobbiamo interrogarci, perché stanno cambiando radicalmente presente e futuro, se le volete approfondire al di là delle differenze tra noi".

Meloni, incremento spese riguarda anche forze dell'ordine e sicurezza

"Il dibattito sulla difesa e sulla sicurezza è estremamente importante - osserva la premier nella sua replica al Senato -. Quando si parla di difesa non penso che si possa parlare solo di armi in senso stretto, è un dibattito che noi abbiamo contribuito ad aprire. Nel 5% di cui si parla sono previste spese non strettamente legate ad armamenti. L'incremento dello 0,7% che l'Italia porta è concentrato su infrastrutture strategiche, su carabinieri e forze dell'ordine, sulla cybersicurezza e sulla sicurezza del territorio a 360 gradi". 

Meloni, il nucleare può essere una soluzione anche se serve tempo

"Sulle rinnovabili, per mesi le opposizioni ci hanno accusato di aver bloccato tutto. E noi abbiamo sempre detto che, al di là dell'approccio eccessivamente ideologico trovato nel green deal, noi volevamo lavorare ad un efficace mix energetico e sull'indipendenza. Ed è quello che abbiamo fatto, diversificando le fonti di approvvigionamento fossili. Il nucleare nella media-lunga distanza può essere una soluzione, serve tempo, ma tutte le soluzioni hanno bisogno di tempo. E abbiamo lavorato anche sulle rinnovabili con risultati che sono sotto gli occhi di tutti". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato, in replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue.

Meloni, l'Ue non si dovrebbe occupare di tutto, ma il dibattito è complesso

"Si continua a chiedere che l'Ue gestisca in luogo e per conto degli Stati nazionali, io non credo che questa sia la risposta. Se chiedete a me dove si difende l'interesse nazionale, si difende con un'Europa che si occupa di ciò che gli Stati nazionali non si possono occupare, non di tutto. Il dibattito è complesso. Io sono apertissima, forse è arrivato il momento di interrogarsi un pò, al di là degli schematismi". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato, in replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. 

Meloni: "Il governo non accetta di essere di serie B in Ue"

 Sull'immigrazione mi si accusa "di aver smantellato le politiche europee e dall'altra parte mi si accusa di aver determinato la politica europea sulla migrazione, mi convince la seconda tesi. Noi non abbiamo smantellato le politiche dell'Unione europea, noi abbiamo determinato le politiche dell'Unione europea, che è quello che l'Italia può fare per la sua forza e il suo peso e quello che forse si è sottovalutato nei governi precedenti che l'Europa potesse fare. Il mio lavoro non è stato distruggere l'Europa, il nostro lavoro è stato quello di correggere le politiche europee che non condividevamo e capisco la difficoltà. Vi aspettavate un isolamento in Europa e vi siete ritrovati una centralità e avete dovuto fare i conti con il fatto che non si incide quando si dice di sì a tutto, si incide quando si ha il coraggio di dire di no e di offrire le proprie soluzioni essendo consapevoli del ruolo che si collega". Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento di replica alla Camera sulle comunicazioni prima del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. A Italia viva, aggiunge, "non sono io a sostenere che il governo Renzi abbia barattato la flessibilità con una maggiore accoglienza agli immigrati, l'ha sostenuto una persona molto più autorevole di me, quella persona si chiama Emma Bonino. Noi abbiamo avuto tutti i record di sbarchi di immigrati illegali sul territorio italiano perché c'era qualcuno che riteneva che per ottenere dei diritti di partecipazione dell'Unione europea si dovesse in qualche maniera accettare quello che tutti gli altri Paesi europei non accettavano. Quella storia è finita, oggi c'è un governo che non accetta di essere trattato come Paese di serie B all'interno dell'Unione europea e che forse proprio per questo riesce a portare a casa i suoi risultati quando propone qualcosa di sensato all'Unione europea".

Meloni: "Non faccio cose 'nannimorettiane, se ho da dire una cosa la dico"

 "Sulla partecipazione al vertice in Montenegro" ho sentito "ricostruzioni che sono francamente abbastanza surreali, cioè che io non sarei andata perché ero piccata. Guardate, mi pareva che almeno una cosa fosse chiara arrivati a questo punto quando ho qualcosa da dire, io la dico. Non è che faccio queste cose 'nannimorettianè: mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente. Io non sono abituata a lavorare così: quando ho qualcosa da dire, io prendo e la dico". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella replica alla Camera dopo il dibattito sulle comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del Consiglio Ue. "Non so se voi eravate abituati a questi atteggiamenti infantili, ma io penso che una grande nazione come l'Italia non debba avere atteggiamenti infantili. Ma qual è il messaggio che date quando sostenete queste tesi nel tentativo di attaccare il governo italiano che cos'è che stiamo dicendo? Che l'Italia ha cambiato idea, che l'Italia ha perso tempo, che l'Italia non è più interessata a un quadrante e a una regione che per noi è fondamentale per interesse? Cerchiamo di avere il senso della misura perché io lo capisco il dibattito, figuriamoci sono stata all'opposizione una vita. Però c'è un limite oltre il quale si deve capire che non si sta colpendo il governo, si sta colpendo l'interesse nazionale: lì fermiamoci".

Meloni: "No al superamento dell'unanimità, Ue non sia club dove prevale più forte"

"Non sono d'accordo sul superamento dell'unanimità nell'Unione europea. Non credo che l'Ue debba essere un club nel quale chi è più forte impone la propria volontà agli altri". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. "La politica le sue sintesi le sa trovare, anche su temi più divisivi come quello dell'Ucraina. Il problema dell'Europa sta semmai da un'altra parte. Il punto è semmai quanto si rispettano quelle sintesi e quanto quelle sintesi vengono ribaltate", ha aggiunto. 

Meloni: "Sul Libano la soluzione passa da disarmo Hezbollah e ritiro Israele dal Sud"

Per quanto riguarda il Libano "la priorità ora è sostenere il percorso politico avviato con il contributo decisivo degli Stati Uniti e con la scelta coraggiosa del presidente Aoun di accogliere l’invito a svolgere negoziati diretti con Israele. Il presidente Aoun, che è un patriota, sa bene che non vi sarà futuro per il Libano senza la possibilità di vivere in pace con Israele, senza il pieno esercizio della sovranità dello Stato libanese e senza istituzioni in grado di garantire sicurezza e stabilità su tutto il territorio nazionale. È l’esatto contrario della logica di Hezbollah, che dice di combattere per il Libano, ma nei fatti espone il Paese dei cedri a una guerra che il popolo libanese non vuole e che rischia di distruggere ogni prospettiva di ripresa. Allo stesso modo, abbiamo assistito con grande preoccupazione ai bombardamenti su Beirut e ribadiamo che le azioni israeliane per colpire i vertici di Hezbollah devono garantire la massima tutela della popolazione civile. Crediamo che una soluzione politica non possa prescindere dal disarmo di Hezbollah, così come deve prevedere il ritiro di Israele da tutto il Sud del Libano. Sono due passaggi essenziali per costruire un’architettura di sicurezza duratura. In questo quadro, l’Italia continuerà a sostenere con convinzione le Forze Armate Libanesi, che rappresentano un presidio fondamentale dell’unità nazionale e della sovranità del Libano". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. "Continueremo, inoltre, a intervenire in favore dei civili, in particolare nel Libano meridionale, dove la distruzione delle infrastrutture rende più difficile l’accesso agli aiuti e aggrava le condizioni di una popolazione già duramente provata.Abbiamo, per questo fine, recentemente approvato un nuovo pacchetto di aiuti da 15 milioni di euro", conclude la premier.

Meloni: "Burocrati non ribaltino decisioni politiche"

"Le sintesi che la politica raggiunge, all'esito di lunghissime discussioni, non sono un esercizio dialettico. Sono l'esercizio della democrazia. Ognuno di noi, quando si presenta in Consiglio Europeo, lo fa con alle spalle un mandato del proprio parlamento. Quel Parlamento, a sua volta, opera secondo un mandato popolare. Per questa ragione le decisioni che noi prendiamo devono essere rispettate, devono essere attuate, non possono essere rimesse in discussione, o addirittura ribaltate, da interpretazioni surreali, ammantate come tecniche, di burocrati che non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni, e che forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera. "Lo abbiamo visto -ha sottolineato Mleoni- con l'attuazione del principio della neutralità tecnologica, lo abbiamo visto con il recente atto delegato in materia di revisione dei benchmark ETS - di cui chiediamo una revisione urgente - e lo stiamo vedendo nelle prime anticipazioni del contenuto della revisione organica del sistema ETS attesa per luglio. Dal focus sulla riduzione dell'impatto sui prezzi dell'energia, man mano stiamo passando alla possibile introduzione di nuovi meccanismi che potrebbero addirittura finire per bloccare il meccanismo, invece di semplificarlo, come era richiesto. Lo dico qui, dopo averlo ribadito anche in occasione della videoconferenza sulla competitività di lunedì organizzata insieme al Cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart De Wever, perchè chiedo un mandato chiaro a tenere il punto su questo tema. Anche da qui si testa il cambio di passo, politico e strategico, dell'Europa. Solo se semplifichiamo e rendiamo più veloci i processi amministrativi, possiamo sperare di rilanciare gli investimenti e aumentare le occasioni di crescita per il continente".

Meloni, individuare figura autorevole che porti punto di vista Ue

“La fermezza da sola non basta più, dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace lavorando insieme ai nostri alleati, a solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l'unità euro-atlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, sfida non sempre facile ma necessaria. Solo che coordinamento non significa delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall'Europa, riguardano l'Europa, impattano sull'Europa ed è all'Europa a doverle negoziare”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Intendo che la nostra fermezza nei confronti della Russia non deve trasformarsi in cecità diplomatica o auto esclusione – spiega la premier -. Continuo a porre il tema della necessità che l'Europa avvia una riflessione comune e pragmatica sulle modalità di una sua interazione con Mosca. Difendere i confini del diritto non ci impedisce di tenere aperti i canali necessari a raggiungere i nostri obiettivi. L'Unione Europea deve essere pronta a guidare questo dialogo, mentre farebbe un errore a subirlo. Ma per ma per farlo, una volta stabilito in maniera univoca quale sia dal nostro punto di vista l'obiettivo finale del negoziato, occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei nel tavolo negoziale. Perché procedere a tentoni con formati variabili non adeguatamente rappresentativi produce solo frammentazione, confusione, debolezza. Cioè il tema vero dal mio punto di vista non è chi faccia o meno parte di questo o di quel formato, ma piuttosto il fatto che allo Stato nessun formato ha la legittimità per parlare a nome dell'intera Europa. Per questo motivo sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli stati membri per portare il punto di vista dell'Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare”.

Meloni: "L'Italia ha il 2,8% del Pil in spese per la difesa"

Sulla difesa "siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l'Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. 

Meloni:" L'Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo"

 “Nel prossimo Consiglio Europeo si discuterà anche della crisi in Medio Oriente, che continua a destare enorme preoccupazione sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale. Le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento dai fertilizzanti alle materie prime critiche e quindi anche sulle economie europee, compresa quella italiana. Anche qui la nostra linea è la stessa fin dall'inizio, l'Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. “Il nostro obiettivo è che la guerra termini al più presto, che si eviti un ulteriore allargamento della crisi e che si creino le condizioni per riportare in confronto dentro un percorso politico e diplomatico – spiega la premier -. Chiaramente questo non significa restare fermi o ignorare le conseguenze che la crisi produce a livello globale e direttamente sui nostri interessi nazionali, significa al contrario muoversi con responsabilità, tutelando i cittadini italiani, le nostre imprese, i nostri militari presenti nell'area, la sicurezza degli approvvigionamenti e la libertà delle rotte commerciali”. 

La premier: "Kiev in Ue nel rispetto del merito e della parità di trattamento"

"Guardiamo al futuro europeo dell'Ucraina come a un elemento importante della sicurezza continentale. L'Ucraina dovrà continuare nel percorso di riforme e nel rafforzamento dello stato di diritto. Il percorso di adesione dovrà proseguire nel rispetto del principio del merito e di parità di trattamento tra i Paesi candidati". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue. 

Meloni, l'Ue individui una figura autorevole per negoziato sull'Ucraina

"Sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell'Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, parlando del negoziato con Russia e Ucraina per la fine della guerra. 

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