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Menia (FdI): “Italia e Usa? Legame indissolubile”

Roberto Menia, vicepresidente FdI della commissione esteri/difesa del Senato, spiega perché il legame tra Italia e Usa non si può spezzare

Menia (FdI): “Italia e Usa? Legame indissolubile”
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“Roma non si stancherà mai di impegnarsi per mantenere uniti i due lembi dell’oceano Atlantico e per incentivare il rafforzamento della Nato, da attuare tramite la costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza”. Lo ribadisce Roberto Menia, vicepresidente FdI della commissione esteri/difesa del Senato, in un lungo intervento pubblicato su Formiche.net.

Menia ricorda le parole pronunciate due giorni fa in Parlamento dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni secondo cui “L’Occidente si poggia su due gambe, quella europea e quella nordamericana. Se le due gambe non si muovono nella stessa direzione, l’Occidente è destinato alla paralisi. E, in ultima analisi, all’irrilevanza”. Secondo il senatore, queste parole sono importanti “perché c’è ancora in Italia chi non nasconde di preferire altre gambe e altre alleanze” e, a tal proposito, affronta il tema dell’approvvigionamento energetico del gas.

Da un lato c’è Giuseppe Conte che “ha chiesto di riaprire i rubinetti del gas russo”, ma con la guerra in Ucraina ancora in corso, questo significherebbe “alimentare l’economia di una Nazione che usa i proventi della vendita di gas per foraggiare la propria macchina bellica, proseguire nell’aggressione al popolo ucraino, sostenere i bombardamenti civili”. Una scelta che rappresenterebbe un ritorno indietro rispetto al percorso di affrancamento dall’approvvigionamento russo che è stato “possibile anche grazie al contributo di partner strategici come l’Algeria, dove non a caso si è recata Giorgia Meloni nel pieno della crisi in Iran per concordare l’aumento delle forniture”.

Ma non solo. “Su un’autorevole testata internazionale, infatti, l’ex inquilino di Palazzo Chigi ha chiesto di abbandonare l’alleanza con gli Stati Uniti per guardare (di nuovo) alla Cina. Cioè, ad uno dei principali competitor sistemico dell’Occidente”, scrive Menia riferendosi a Conte che è stato colui che diede l’ok all’adesione dell’Italia alla Nuova Via della Seta. “Adesione che, nell’intenzione del leader grillino, avrebbe dovuto favorire gli scambi commerciali e gli investimenti reciproci tra Roma e Pechino”, sottolinea il senatore di FdI. Che, poi, aggiunge: “Ingresso che, però, ha finito solo per distogliere l’Italia dalle sue tradizionali alleanze, peraltro senza arrecare benefici per la nostra economia e le nostre imprese”. Se da un lato, dunque, Conte sceglie la Russia e la Cina, dall’altro lato “Giorgia Meloni si dice ‘testardamente occidentale’, perché solo se l’Occidente è unito può essere ‘una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo’”.

Insomma, “non è nell’interesse nazionale italiano immaginare una frattura nell’alleanza atlantica, e ciò al di là di chi siede alla Casa Bianca", è il ragionamento di Menia, convinto che solo con l’unità dell’Occidente “sarà possibile perseguire una traccia comune per gli interessi di Stati Uniti ed Unione Europea, nella consapevolezza che assumersi le proprie responsabilità per garantire la propria sicurezza deve essere un obiettivo primario per il vecchio continente”. Menia non ha dubbi: “Italia e Stati Uniti sono legate da un nesso indissolubile che rappresenta un asset da difendere e valorizzare, non da rottamare per guardare altrove”.

E infine: “Questa è la nostra naturale prospettiva, che deve proseguire senza scossoni o deviazioni di percorso, tramite una raffinata arte diplomatica, una solida credibilità internazionale e una serietà personale per uscire da questa crisi. Qualità che - conclude Menia - a Giorgia Meloni non mancano”.

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