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Bologna, regalo agli antagonisti: 300mila euro per fare i “portieri”

I finanziamenti del Comune alla cooperativa gestita dai capi di Làbas, centro sociale che ha ospitato la Albanese. I precedenti di due dirigenti dopo lo sgombero della sede occupata

Quel sindaco legato alle coop che ha regalato la città ai violenti

A Bologna conviene fare il «portiere sociale». Succede che l’amministrazione guidata dal dem Matteo Lepore, in questo quinquennio, finanzi con 335mila euro, tra servizi e contributi, una coop gestita da un trio dei centri sociali. La cooperativa si chiama Idee in movimento ma pure stazionare al portone non è male: 242mila euro di quei 335mila sono destinati, infatti, al «portierato sociale» e al «presidio» dello stabile di via Bolognetti, dove Làbas può contare su spazi gratis dati in gestione dal Comune.

Storico collettivo bolognese, Làbas si è distinto in questi mesi per aver ospitato Francesca Albanese e per aver partecipato ai tafferugli in piazza dopo l’uccisione di Fakir. Per capire da chi è gestita Idee in movimento, basta dare un’occhiata alla visura. Il presidente è Tommaso Cingolani, noto antagonista della sinistra bolognese, il vicepresidente è Domenico Mucignat, esponente del Tpo e dal 2017 di Coalizione civica (la succursale cittadina di Avs). Entrambi sono conosciuti dalla Digos, almeno per le cronache relative alla mattinata dello sgombero della vecchia sede di via Orfeo: era il 2017. Poi c’è Enrico Di Bella, altro attivista di Làbas, che ha spesso rappresentato il collettivo nei dibattiti istituzionali. Questo è il trio presente sulla visura. La parte restante dei soldi è destinata al prestito bibliotecario a domicilio e alla rassegna estiva.

Le cifre sono state rivelate «grazie» a una risposta scritta a un’interrogazione di Manuela Zuntini, consigliere comunale di Fdi. «L’associazione Nata per sciogliersi - precisa la meloniana - si prende immobili gratis (la sede di Làbas, ndr), mentre la cooperativa sociale Idee in Movimento prende ingenti risorsa ma dietro c’è sempre Làbas». Per Fdi, a Bologna, la gestione della cosa pubblica è «clientelare». Nel frattempo - prosegue la Zuntini - «tante altre associazioni ed enti che vorrebbero dare il loro contributo rimangono esclusi». I meloniani chiedono che lo stabile di via Bolognetti venga davvero restituito alla cittadinanza, rimuovendo Làbas dalla gestione. Ma la Zuntini domanda un passo indietro anche sui fondi a Idee in Movimento «tenuto conto che si tratta di personaggi indagati e condannati per i disordini avvenuti durante lo sgombero dell’ex caserma Masini».

Il calcolo è rapido. Qualora Làbas dovesse pagare un affitto, un canone, per l’edificio in cui si è radicato come «municipio sociale», sborserebbe secondo le stime circa 100mila euro annui. L’amministrazione di Lepore ha voluto evitare qualunque pensiero notturno ai compagni, concedendogli tutto gratis. Poi c’è il «portierato sociale», qualunque cosa significhi, a garantire un’altra entrata solida ai compagni di vicolo Bolognetti 1. Dopo le case a prezzo calmierato riservate agli ecologisti, Bologna riserva un’altra sorpresa. L’impressione è che da qui alla campagna elettorale l’elenco delle creative scelte di Pd e soci possa allungarsi a dismisura.

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