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“Noi al governo con Meloni? Se c’è pareggio...”

Ettore Rosato (Azione): “Siamo all’opposizione ma abbiamo il senso dello Stato”

"Gli ecovandali? Nessun dialogo. Vadano in tribunale"

C’è più che sintonia tra Carlo Calenda e Giorgia Meloni. Il leader di Azione ha elogiato la premier nel giorno delle sue comunicazioni alle Camere. E non è la prima volta.

Ettore Rosato, tra i massimi dirigenti di Azione e nel suo intervento alla Camera è stato applaudito dalla maggioranza: siete tentati dall’accordo con Meloni?

«Siamo all’opposizione ma abbiamo il senso dello Stato. Per noi l’opposizione è fare la nostra parte per il Paese. Non è avere il tono di voce più alto criticando a prescindere ma è quello di portare dei risultati».

Questo riconoscimento si tradurrà in un accordo in vista delle elezioni politiche?

«No. Lavoriamo perché nessuno raggiunga il 42%. Che sarebbe la sconfitta delle due coalizioni e la vittoria per chi fa il tifo per l’Italia. Perché queste due compagini, più il campo largo ma anche l’attuale coalizione di maggioranza, non hanno la forza di governare».

Ma Meloni governa da 4 anni.

«Lei è in carica da 4 anni, ma quali sono le riforme che hanno portato avanti questo governo e che hanno cambiato il nostro Paese? Riconosco, a esempio, a Giancarlo Giorgetti di aver tenuto i conti in ordine. Non è poco ma non basta».

Anche nel Pd, partito che lei conosce bene, c’è stato chi ha applaudito la premier al Senato

«Hanno fatto bene. Ho fatto il capogruppo del Pd, ho approvato il Jobs Act, ho lavorato per una giustizia garantista, ho combattuto contro il reddito di cittadinanza, costruito nel Conte 1, non sono io ad aver cambiato idea, è il Pd ad aver cambiato idea e pelle, inseguendo su tutto Conte e Fratoianni».

In caso di pareggio siglerete un patto di legislatura con Meloni?

«Penso che dopo un pareggio ci siano le condizioni per fare un governo europeista che sostiene sviluppo e crescita con un piano di riforme serie per il Paese».

Un esecutivo europeista con Meloni e con Giorgetti?

«Con chi è disponibile a togliere il diretto di veto, ancora assai diffuso, sulle scelte che deve compiere l’Europa, a lavorare per le cose da cambiare».

La sua risposta sembra andare verso il sì. Non è un mistero che ci sia un dialogo tra Meloni e Calenda.

«Calenda è un politico pragmatico, abituato a cercare il risultato. Dialogava anche con Conte quando quest’ultimo era al governo e Meloni sa cogliere quando vuole dare un contributo e lo fa nell’interesse generale. Un dialogo qualificato che dovrebbe essere la normalità e che in Italia è l’eccezione».

Meglio Meloni del centrosinistra?

«Questa sinistra è incompatibile con noi. Non ci pensiamo proprio ad allearci con loro. Siamo altrettanto consapevoli che queste due coalizioni sono incapaci di governo e che ci deve essere chi lavora per smontare questo bipolarismo. Dopodiché non mi auguro di vedere Fratoianni ministro del Lavoro e Bonelli ministro dell’Ambiente, ma nemmeno più Urso allo sviluppo economico senza nulla togliere agli altri».