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Nordio: "Con nuove norme presto 8-10mila persone fuori dal carcere"

Intervistato da Sky Tg24 il ministro della Giustizia fa il punto della situazione sulla giustizia e sulle carceri italiane

Nordio: "Con nuove norme presto 8-10mila persone fuori dal carcere"
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"Abbiamo centrato tutti gli obiettivi che avevamo concordato con l'Europa per il Pnrr”. Il ministro Carlo Nordio, intervistato a 'Sky Tg24 Live In', ha fatto il punto sulla giustizia in Italia.

“Abbiamo fatto anche di meglio: abbiamo impiegato tutte le risorse a disposizione e si è ridotto in modo significativo il numero delle pendenze, è diminuito l'arretrato - soprattutto nelle cause civili - del 25-27%”, ha aggiunto Nordio ringraziando “la magistratura che ha lavorato insieme a noi con grande sacrificio”, aggiungendo che “con questa sinergia i risultati già si vedono".

Il ministro ha poi annunciato che circa 8-10mila persone dovrebbero uscire dal carcere. “Sono numeri che sarebbero una rivoluzione copernicana", ha detto facendo riferimento al sovraffollamento carcerario. "Abbiamo in carcere circa 20 mila persone che sono state condannate per reati connessi alla tossicodipendenza”, ha aggiunto, sottolineando che circa la metà “sono spacciatori appartenenti anche a organizzazioni più o meno mafiose o comunque criminali per le quali non c'è possibilità di alternativa”, ma il restante 50% “sono tossicodipendenti che hanno commesso questi reati per potersi procurare lo stupefacente e che quindi sono piuttosto dei malati da curare che non dei delinquenti da punire”. Tutto questo grazie alla legge di iniziativa governativa che è in via di approvazione e “che - ha sottolineato - consente a queste persone, attenzione, condannate anche per reati molto gravi, con pene fino a 8 anni, di accedere su base volontaria a un percorso di recupero lavorativo e anche terapeutico presso delle comunità certificate e assistite".

Nordio non ha dubbi: "Bisogna uscire dal carcere con prospettive di vita" e "i detenuti devono essere posti in condizione di uscire dal carcere con una prospettiva di vita". Ma non solo. Il ministro ha poi ribadito che "il sovraffollamento non si risolve con buonismo o amnistie" e ha annunciato che “entro il prossimo anno avremo 11 mila posti in più" nelle carceri. “Si tratterà di situazioni molto più moderne di quelle attuali”, ha aggiunto Nordio, spiegando che “saranno moduli più rigorosamente conformi a quelle che sono le normative internazionali, ma direi soprattutto a quella che è l'etica della rieducazione carceraria imposta dalla Costituzione e anche, diciamo così, dalla nostra etica interiore, dal nostro senso morale". Infine, il titolare del dicastero di Via Arenula, parlando del caso Garlasco, ritiene doveroso intervenire sull'inappellabilità delle sentenze di assoluzione di primo grado.

“Nel nostro ordinamento si può essere condannati solo quando le prove contro una persona sono oltre ogni ragionevole dubbio; come si possa condannare una persona sulla colpevolezza della quale si è già dubitato, al punto da assolverla, è inspiegabile”, ha detto Nordio che, poi, ha aggiunto: “o la Corte di Assise è stata irragionevole - e questo non vorremmo nemmeno poterlo pensare - o c'è qualcosa che non va nella legge".

E ancora: "Quando una persona viene assolta non è detto che non possa essere condannata per quel determinato reato, ma bisogna rifare il processo ex novo come fanno gli anglosassoni altrimenti - ha concluso il ministro - condannare una persona, sulla base delle stesse carte per cui è stata assolta, è una contraddizione".

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