Il venticello che taglia il porto di Bari ha il sapore di elezioni. Insieme ai gadget che celebrano la premier e il governo, sono tornati i pullman, gli striscioni, il calore dei militanti che abbracciano la loro leader. Il messaggio, all’esterno e all’interno, è chiaro: il partito è pronto. Ma non è detto che l’appuntamento con le urne sia così imminente. L’election day di primavera, Politiche e Amministrative insieme, resta l’ipotesi più probabile. Anzi, al netto delle cautele ufficiali, la finestra primaverile è considerata,almeno da Fdi, quella più concreta per portare il Paese al voto. Il calendario potrebbe prevedere ilrinnovo del Parlamento e ilprimo turno mdelle Amministrative ad aprile e il secondo turno delle seconde nella prima metà di maggio. Dipenderà anche dall’eventuale inserimento del ballottaggio per le legislative. Sono ipotesi per nulla campate per aria. Fratelli d’Italia non esclude neppure il voto in autunno
ma il cuore della questione, ora come ora, è la legge elettorale. Due giorni fa, in commissione Affari Costituzionali del Senato, è stato votato l’emendamento a prima firma Lisei che reintroduce le
preferenze. È il frutto di un accordo di vertice. I dirigenti di Fdi lo dicono fuori microfono: l’intesa «reggerà». Per quanto si faccia fatica anon notare «le fibrillazioni degli altri gruppi». Sono i sommovimenti, fisiologici, che caratterizzano la fase che anticipa la composizione delle liste. Nessuno, però, ha intenzione di ripetere lo scivolone pre estivo alla Camera dei deputati. Le novità sostan-
ziali sono due: i capilista bloccati, la possibilità per i cittadini di scegliere in via diretta almeno tre rappresentanti. «La data del voto -dice al Giornale il senatore che presiede la Commisione Covid- verrà scelta sulla base delle necessità della nazione e dei cittadini, non su calcoli elettorali». L’orizzonte «è la manovra finanziaria, per dare respiro ai cittadini strozzati da un caro benzina determinato da cause internazionali». Certo, la posizione della Lega non può essere sottovalutata. Matteo Salvini è stato chiaro: il Carroccio preferisce votare ad ottobre,alla scadenza naturale della legislatura. E anche Forza Italia, con l’altro vicepremier Antonio Tajani, ha il mirino sull’autunno 2027. «Le ipotesi di election day in primavera o quella di raggiungere la scadenza naturalea dopo l’estate sono entrambe sul tavolo, ma la
priorità è garantire agli italiani i provvedimenti necessari a livello economico», argomenta Lisei. C’è una certezza: il processo di votazione della legge elettorale sta per subire un’accelerazione. Entro il 15 settembreè prevista la votazione di Palazzo Madama, mentre Montecitorio dovrebbe votare attorno al 15 di ottobre. Anche per questo, aben vedere, è complesso ipotizzare che la legislatura duri ancora un anno dopo l’approvazione delle regole del gioco. «L’elemento più rilevante -chiosa Augusta Montaruli- è che per la prima volta si andrà alvoto, di fatto, afine legislatura». La prossima manovra consentirà aFdi di rilanciare due istanze storiche: l’intervento sull’Irpef, specie sullo scaglione medio, e la
detassazione delle tredicesime. È Marco Osnato a confermarlo al Giornale: «Il tutto tenendo iconti in ordine enon producendo deficit. Dobbiamo restituire ulteriore potere d’acquisto ai cittadini». La sensazione, qui a Bari, è che la manovra sia uno degli ultimi provvedimenti strutturali. Poi il venticello si trasformerà in
uragano e l’Italia si ritroverà in piena campagna elettorale.
