«Ora dobbiamo dare tempi certi a chi investe»

Roma Il primo club romano di Forza Italia nacque a Ostia e il suo principale sostenitore, Davide Bordoni, ha iniziato proprio allora il suo lungo percorso di militanza politica e di responsabilità nella gestione amministrativa della città. Oggi, a 39 anni, Bordoni è ancora in prima linea e con lo stesso entusiasmo di allora. Come il sindaco, anche l'assessore alle attività produttive preferisce spostare il discorso dalla propaganda alle azioni concrete da perseguire.
Per quanto riguarda trasparenza e semplificazione cosa resta da fare?
«Con l'ottimizzazione dello Sportello unico per le attività produttive e l'attivazione in tempi record della Segnalazione certificata di inizio d'attività online, oggi aprire un'impresa nella nostra città è meno complicato. Da marzo 2011 a marzo 2013 sono state 25.782 le Scia online con 13.360 imprese operanti nel sistema comunale».
Come risponde alle accuse rivolte a sindaco e giunta sui presunti buchi di bilancio?
«Alemanno è stato chiaro: nella sua pluridecennale amministrazione il centrosinistra ha utilizzato derivati che hanno contribuito a portare il debito dell'ente a 12,3 miliardi di euro. La giunta Alemanno ha isolato questo debito in una gestione commissariale per evitare il fallimento della città e lo ha progressivamente ridotto di 2 miliardi e mezzo. Siamo con i conti in regola».
Il commercio è tra i settori strategici della città. Cosa si deve fare per rilanciarlo?
«Per anni Roma è stata bloccata dalla burocrazia. Dobbiamo dare tempi certi a chi investe. Serve uno sforzo in più per adeguarci ai canoni europei. Dobbiamo svecchiare il sistema».
La grande distribuzione resta un tema caldo, cosa si può fare per evitare che le periferie si arricchiscano di grandi centri commerciali e il centro si impoverisca?
«Roma aveva bisogno di un piano regolatore del commercio che fosse antecedente o almeno contemporaneo al piano regolatore generale. Per anni nessuno si è occupato della pianificazione urbanistico-commerciale: il piano varato da noi vuole favorire un equilibrio tra piccola, media e grande distribuzione, imponendo dei limiti alle nuove edificazioni già previste dal piano regolatore approvato dalla giunta Veltroni».
Di cosa va più orgoglioso di questi cinque anni da assessore capitolino?
«Oltre il piano del commercio siamo riusciti ad approvare anche un piano regolatore degli impianti pubblicitari che ci permetterà di restituire a Roma il decoro che merita».
Ostia è stata il suo trampolino di lancio politico. Come ha pensato il futuro del lungomare capitolino?
«Da presidente del Municipio avevo iniziato l'opera di riqualificazione del lungomare di ponente e oggi vorrei vedere realizzato il progetto Waterfront che renderà Ostia il centro propulsore del secondo polo turistico capitolino. Per creare una città sul mare, con servizi integrati, aree verdi e spazi polivalenti, serve però condividere le scelte con i cittadini. La giunta Alemanno ha approvato un progetto di base rispetto al quale la concertazione con chi vive il territorio ogni giorno sarà fondamentale».
Dal punto di vista politico cosa è cambiato in questa campagna elettorale rispetto a quella di cinque anni fa?
«Nel 2008 il centrodestra alla guida di Roma era una novità. Oggi abbiamo la possibilità di continuare il lavoro che abbiamo iniziato. In una grande città grande i processi di cambiamento hanno bisogno di tempo per essere visibili. Dimostreremo che quella del centrodestra non è stata una parentesi ma una certezza».

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