Onorevole Luciano Nobili di Italia Viva, come valuta la vicenda che riguarda Ranucci?
«Quando nello scorso ottobre Ranucci è stato oggetto di un grave attentato che poteva mettere a rischio l'incolumità sua e della sua famiglia credo di essere stato uno dei primi a testimoniargli personalmente tutta la mia e la nostra solidarietà: con le bombe non si scherza. Certo, le notizie che emergono dalle indagini con l'ipotesi che Lavitola sia il mandante dell'attentato è particolarmente inquietante e apre interrogativi che meritano una risposta. Come è possibile che l'attentato sia stato opera di una persona così vicina a Ranucci, grande amico e fonte di numerose inchieste di Report? E perché di fronte a quello che emerge Ranucci difende a spada tratta chi avrebbe attentato alla sua vita?».
Cosa pensa della decisione della Rai di sospendere cautelativamente le repliche di Report?
«Sulla vicenda delle repliche, comunque disponibili su RaiPlay, non conosco le motivazioni e quindi non entro nel merito. Il punto però è una vicenda inquietante su cui spero che la magistratura faccia luce al più presto anche e soprattutto a tutela di Sigfrido Ranucci».
Quale dovrebbe essere il giusto equilibrio tra le esigenze dell'azienda, la tutela dei lavoratori e la libertà editoriale in casi come questo?
«In passato ho avuto uno scontro molto duro con Ranucci rispetto ad un certo metodo Report che non mi convince. Una discussione leale e a viso aperto dalla quale - come Ranucci sa - non mi sono mai sottratto nonostante sia stato messo sotto accusa e mostrificato dalla trasmissione per aver semplicemente posto delle domande. Sono stato trattato come un nemico da abbattere per una interrogazione parlamentare, mentre tra i suoi amici c'era un personaggio non proprio illibato. Forse il servizio pubblico avrebbe bisogno di maggiore equilibrio. Al netto di questo però a Report lavorano fior di professionisti che vanno ovviamente tutelati da questa vicenda, anche quando non si condivide la linea editoriale della trasmissione. Difendere la credibilità di Report e della Rai, è interesse di tutti. Per questo è indispensabile fare al più presto piena luce sulla vicenda».
Italia Viva in passato è stata molto critica nei confronti di Report e di Ranucci. Nel tempo questo giudizio si è ammorbidito o le vostre perplessità resistono?
«Continuiamo a non condividere certi metodi di fare giornalismo. La domanda vera però è come potrà Ranucci domani chiedere conto al politico di turno delle proprie frequentazioni, magari discutibili.
Di fronte a questa vicenda non le nascondo che mi sono chiesto: se fossi stato io o un mio collega ad avere avuto frequentazioni, amicizia, collaborazione con una figura discussa come Lavitola, cosa avrebbe detto Report di me? Come l'avrebbero raccontato?».