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Palloncini e cani, rischio stangata

Nei parchi multe da 40 a 240 euro, stessa cifra per i cani in aree a sfalcio ridotto

Dal freddo alla sepoltura, ecco le fobie più insolite

Multe da 40 a 240 euro a chi «utilizza o lascia nei parchi» coriandoli di plastica o palloncini gonfiabili, a chi porta i cani in aree sfalcio ridotto e nei prati fioriti. Da 75 a 450 euro «per ogni albero» a chi sversa sostanze che possono danneggiare le piante in aree verdi e lungo i parterre (e nel mirino ci sono pure gli operatori dei mercati). Stessa sanzione, non più per area di intervento ma «per ogni albero», a chi distrugge, danneggia, taglia in modo netto la chioma di alberi pubblici e privati «senza validi e giustificati motivi tecnici espressamente autorizzati». Rischia di pagare da 75 a 450 euro «per ogni albero» anche chi li abbatte «fuori dal periodo di riposto vegetativo e/o nel periodo riproduttivo e di nidificazione degli uccelli autoctoni e migratori». Lente anche sui cantieri: la mancata protezione di alberi può costare da 60 a 360 euro «per ogni albero». La proposta deve ancora passare dal Consiglio e quindi l’impianto generale potrebbe subire qualche modifica ma ieri l’assessore al Verde Elena Grandi ha presentato in Commissione le modifiche e integrazioni al «Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato» che la giunta ha approvato giorni fa per il successivo passaggio in aula. Tra le novità, appunto, il divieto di utilizzare nei parchi coriandoli o palloncini in materiali non biodegradabili come la plastica (abitudine delle famiglie che organizzano baby party), c’è la scelta di introdurre nuove sanzioni o più severe, di favorire specie più resistenti ai cambiamenti climatici e una maggior tutela degli alberi (sempre accompagnata da sanzioni) in fase di potatura, abbattimento e manutenzione. Regole più stringenti per tutelare il verde nelle aree di cantiere e per incrementare la biodiversità. «Sono modifiche importanti e necessarie, alla luce in particolare del cambiamento del clima i cui effetti sono ben visibili anche nella nostra città» afferma l’assessore Grandi.

Tra le novità c’è l’adozione definitiva all’interno del Regolamento le aree a sfalcio ridotto - dopo la (contestata) fase di sperimentazione degli anni scorsi - e i prati fioriti. Ma scatta anche il divieto e il «multone» a carico di chi ci porta animali, visto che il Comune è stato coperto di proteste per i danni alla salute dei cani. Per quanto riguarda gli abbattimenti, sia nelle aree private che in quelle pubbliche, con la sola eccezione per gli alberi in classe D (a rischio di schianto), sarà necessario procedere nel periodo di riposo vegetativo e ricevere autorizzazione da parte degli Uffici del Comune. A tutela dei filari, vietato collocare dehors, impianti pubblicitari, chioschi, a distanze che potrebbero danneggiare le radici, il fusto o la chioma. E per quanto riguarda gli abbattimenti, le sanzioni non saranno più applicate all’intervento in una determinata area ma per ciascun albero coinvolto.

«Siamo ormai all’assurdo e al fanatismo ideologico spacciato per ecologia - contesta il consigliere e segretario provinciale della Lega Samuele Piscina -. La delibera è un condensato di divieti surreali e burocrazia punitiva. Invece di gestire i problemi reali della città la giunta Sala se la prende con famiglie, bambini e animali domestici. Siamo arrivati al punto di criminalizzare una festa al parco. Dare la caccia ai bambini con i palloncini nei giardini pubblici è una barzelletta» non fosse che scatteranno «multe fino 450 euro». Altro «capolavoro è la formalizzazione degli sfalci ridotti: con la scusa della biodiversità si legittima il mancato taglio dell’erba per risparmiare sulla manutenzione ordinaria. La toppa è peggio del buco: vietano ai cani persino l’ingresso nelle aree e nei prati fioriti. E follia pura sulle aree cani: tra il vincolo dei 50 metri dalle case e presenza di punti di acqua potabile sarà impossibile crearne di nuove. Daremo battaglia in aula».