Il Pd va all'assalto della casa. Blitz sventato dal centrodestra

Epifani e Fassina insistono per far pagare l'Imu sopra i 600 euro. Azzurri compatti: "Non si può ridiscutere il programma di governo"

Il Pd va all'assalto della casa. Blitz sventato dal centrodestra

Roma - Complice la chiusura della procedura di infrazione dell'Ue nei confronti dell'Italia e, soprattutto, il vertice di sabato tra Letta, Alfano e Saccomanni, si è riaperta la battaglia politica sull'Imu. Il rinvio della rata di giugno dell'imposta municipale è un dato acquisito e per la riforma complessiva c'è ancora tempo. Ma il Partito democratico ha iniziato a fare pressione per reintrodurla parzialmente, escludendo i redditi alti. Intenzione emersa chiaramente ieri, prima dalle parole del viceministro dell'Economia Stefano Fassina che in un'intervista ha detto che bisogna dare la precedenza all'Iva e cercare le risorse per evitare l'aumento di luglio con una «rimodulazione» dell'Imu sulla prima casa.

Poi con il segretario Pd Guglielmo Epifani che ha rilanciato il tema. «Se hai soldi per far tutto è un bene, se non hai soldi per far tutto la cosa più logica è che non aumenti l'Iva che colpisce chi ha i redditi più bassi e fare insieme l'operazione dell'Imu per le fasce medie e medio-basse», ha spiegato. Epifani è poi entrato nel dettaglio riproponendo la ricetta del Pd nel caso in cui non ci siano soldi per fare tutto: «Togliere l'Imu fino a 500-600 euro».

«Epifani arriva in ritardo, perché l'Imu è già stata sospesa. Non capiamo se la sua presa di posizione di oggi è una minaccia al governo oppure se parla per ingraziarsi la base del Pd, di cui evidentemente intende rimanere segretario anche dopo il congresso», ha replicato la deputata Pdl Daniela Santanchè. Epifani contrappone Imu e Iva, e così «non fa niente di positivo né per il suo partito né per il governo, per i problemi che ha l'economia italiana», ha aggiunto Fabrizio Cicchitto. Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera, ha ricordato che il Pdl vuole sia evitare l'aumento dell'Iva, sia abolire l'Imu sulla prima casa. «È possibile farle insieme in termini di risorse, ed è necessario farle entrambe. Non ha nessun senso creare una contrapposizione tra i due obiettivi». Il capogruppo Pdl Renato Brunetta richiama il Pd al rispetto del programma del governo Letta: Pd e Pdl, «devono rassegnarsi a governare insieme, sulla base dei punti del programma condiviso, che non si possono ridiscutere a ogni pie' sospinto».

Su una posizione intermedia il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, esponente del Pd. «Il centrodestra deve decidere quali bandiere sventolare, non tutte insieme. Ma bisogna stabilire insieme uno schema di priorità che ci consenta di rispondere alle urgenze economiche e sociali. Sull'Imu, comunque, è difficile pensare di fare pagare a settembre la rata non pagata in giugno. L'impostante è ricordare che il governo ha già fatto molto, con l'Imu e con i debiti della Pa».
Oltre alle motivazioni politiche e partitiche, le schermaglie di ieri sono l'inizio di una battaglia che animerà l'estate. Sabato il ministro dell'Economia Saccomanni ha incontrato il premier Letta e il vicepremier Alfano e ha fatto presente che non ci sono risorse per tutto. Per le ristrutturazioni edilizie, meglio arrivare a ridosso di giugno, quando scadranno i due bonus (del 55 e del 50%). Poi occorrerà fare una selezione. Se si faranno insieme Imu e Iva, non resterà molto per detassare il lavoro, nemmeno adesso che con il via libera Ue potremo arrivare al limite del 3% del deficit/Pil. A meno che, al Consiglio europeo di giugno, l'Ue non decida di cambiare passo. Ma quella è un'incognita.

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