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Perego: “Errore voler rescindere il gemellaggio con Tel Aviv”

All’inaugurazione della nuova sede dei giovani Fi in via Settala, Moratti lancia il candidato: “Noi già al lavoro”

Matteo Perego di Cremnago

«Insicurezza, poco decoro, molto degrado e una visione del futuro completamente assente. Questa è l’eredità che lascia l’amministrazione di Beppe Sala». Matteo Perego di Cremnago mette nel mirino l’attuale giunta e si dice contrario allo stop al gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, riproposto dal capogruppo del Pd in Lombardia Pierfrancesco Majorino. Il sottosegretario alla Difesa, indicato da Forza Italia come candidato sindaco per la città, durante l’inaugurazione della nuova sede della giovanile azzurra a due passi dalla Stazione Centrale dialoga con l’ex sindaca Letizia Moratti e insiste sulla sicurezza. «È alla base di ogni diritto fondamentale, senza quella non puoi parlare di istruzione, di sanità e di scuola». E ironizza davanti alle rivendicazioni di Sala sull’aumento dell’organico della Polizia locale: «La notizia positiva è che ci sarà qualcun altro a occuparsi di sicurezza dopo questi anni in cui non è stato fatto molto». Anche con «l’ausilio delle nuove tecnologie», secondo Perego «serve un ruolo maggiore» dei ghisa e, in generale, più presidio delle forze dell’ordine «per restituire spazi di libertà dove adesso abbiamo invece degrado e abbandono».

L’azzurro ribadisce che Milano «merita uno statuto speciale», promette ai giovani di Forza Italia che condividerà insieme a loro le priorità per il futuro e immagina una città che sia «una vera metropoli», guardando anche ai Comuni limitrofi: «Chi vive lì deve sentirsi figlio di Milano». Con un sogno: «Vorrei che la nostra città fosse la Palo Alto delle nuove tecnologie, con una proiezione di sviluppo e crescita». Sull’interrompere il gemellaggio con Tel Aviv come vorrebbe Majorino, Perego ha un’idea opposta: «Non bisogna tagliare i ponti, bisogna costruirlio». Di più: «Anche noi siamo critici sull’operato del governo Netanyahu rispetto a quello che è accaduto, ma non credo che punire una città e un popolo intero sia la risposta». E davanti alla proposta di Azione di stringere un gemellaggio con Kiev, Perego sottolinea che «noi continueremo a sostenere l’Ucraina, perché è una battaglia in difesa dei diritti, della libertà e della democrazia».

Il tempo passa, però, e il centrodestra non ha ancora sciolto le riserve sul candidato: «Perego è il nostro candidato e speriamo che gli alleati approvino - commenta Moratti - Noi lo stiamo già presentando e stiamo lavorando con lui, non stiamo perdendo tempo». Secondo l’ex sindaca, uno dei punti di forza di Perego «è che il suo profilo risponde a quelle che sono le esigenze attuali della città. Milano - spiega - è spenta e insicura, con una frattura tra il centro e i quartieri che non sono centrali. Essendo sottosegretario alla Difesa ha una competenza specifica sulla sicurezza che è un tema che sta molto a cuore ai milanesi». Poco appassionante, invece, il dibattito nel centrosinistra sulla discontinuità dall’attuale giunta, con le scintille tra Sala e Majorino sulla cementificazione: «L’ennesima dimostrazione che non riescono ad avere un programma comune e un progetto per la città. Anche le due diverse candidature, quella di Majorino e quella di Mario Calabresi, due profili diversi, sono l’esempio - conclude Moratti - della confusione che hanno». Un consiglio per Perego? «Non ne ha bisogno, mi sembra già molto preparato».