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“Più strumenti e opportunità per i ragazzi”. Meloni presenta le misure del Decreto Scuola

Dai libri di testo agli aiuti per le famiglie, passando per sostegno, cyberbullismo e istruzione tecnica: il premier presenta le nuove misure per studenti e genitori

Non solo integrazione, limite agli studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano e stop al volto coperto nelle aule. Giorgia Meloni torna sul nuovo Decreto Scuola - approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre - e mette l’accento soprattutto sulle misure destinate alle famiglie e sul diritto allo studio.

“Con il nuovo Decreto Scuola non ci occupiamo solo di integrazione e sicurezza. Ci sono diverse misure che riguardano concretamente il diritto allo studio e la vita degli studenti e dei loro genitori”, scrive il presidente del Consiglio sui social. Il primo capitolo riguarda i libri: “21 milioni di euro per la gratuità totale o parziale dei libri di testo. 20 milioni di euro annui per contributi diretti alle famiglie, con Isee fino a 40.000 euro”.

Ma il provvedimento interviene anche sul sostegno agli alunni con disabilità, con l’obiettivo di garantire una “programmazione più puntuale” delle ore e una “maggiore continuità” nel passaggio da un ciclo scolastico all’altro. Spazio poi alla lotta contro cyberbullismo e dispersione scolastica: per l’anno scolastico 2026-2027 vengono stanziati altri 70 milioni per orientamento, inclusione e contrasto all’abbandono, mentre il fondo permanente contro il cyberbullismo viene incrementato di 8 milioni.

Cambia anche il volto dell’istruzione tecnica e professionale, con gli istituti destinati ad assumere la denominazione di licei tecnologici e licei professionali e con nuove risorse per i campus della filiera. Un modo, nelle intenzioni dell’esecutivo, per attribuire “pari dignità e valore” – spiega la Meloni - ai diversi percorsi formativi e avvicinare maggiormente la scuola alle competenze richieste dal mondo del lavoro.

“Sono misure diverse tra loro – sottolinea la Meloni – ma che hanno un obiettivo comune: dare ai nostri ragazzi una scuola che sappia offrire più strumenti, più opportunità e una formazione adeguata al mondo che li aspetta”. Una scuola, conclude il premier, nella quale “costruiamo il futuro dei nostri figli e dell’Italia”.

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