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Pontida, il coro contro il burqa: “Levalo”. La Lega rilancia la guerra al velo

Sul palco quattro ragazze si scoprono il volto. L’europarlamentare Cisint attacca: “Dove sono le femministe rosse?”

Traditional Lega party rally in Pontida (Bergamo), 20 september 2026. ANSA/MICHELE MARAVIGLIA

Il coro parte dal pratone di Pontida: “Levalo, levalo”. Sul palco ci sono quattro ragazze con il burqa, che pochi istanti dopo si scoprono il volto. Accanto a loro Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega e da tempo uno dei volti più esposti del Carroccio nella battaglia contro il velo islamico e il fondamentalismo. Una scena costruita per lanciare un messaggio politico senza troppe sfumature.

Dove sono le femministe rosse davanti alle bambine costrette a sposarsi? La Lega non ha paura, si inginocchiano solo i vigliacchi. Chi non rispetta i nostri valori e le nostre leggi se ne deve andare. Gli altri parlano, la Lega è l’unico argine al fondamentalismo islamico”, scandisce Cisint dal palco.

Il passaggio di Pontida non arriva però dal nulla. La stretta sul velo, soprattutto quando copre integralmente il volto, è ormai diventata uno dei dossier sui quali il Carroccio insiste con maggiore continuità. A marzo la Lega ha depositato al Senato un disegno di legge, firmato tra gli altri dal vicepresidente di Palazzo Madama Gian Marco Centinaio e dal capogruppo Massimiliano Romeo, che punta a vietare negli spazi pubblici l’occultamento del volto attraverso niqab, burqa o altri indumenti di origine religiosa, etnica o culturale. Parallelamente, il Carroccio vuole introdurre un nuovo reato per chi costringe un’altra persona a coprirsi il volto mediante violenza, minaccia o abuso di autorità. Le sanzioni prospettate arrivano fino a tre anni di reclusione e a 30mila euro di multa.

Per la Lega, dunque, il tema corre su due binari: sicurezza e libertà femminile. Da una parte la necessità, rivendicata dal partito, di poter identificare chi entra in scuole, ospedali, uffici pubblici e altri luoghi aperti al pubblico; dall’altra l’obiettivo dichiarato di colpire le imposizioni familiari sulle donne e sulle ragazze. Un’impostazione che la Cisint porta avanti da tempo e che in agosto aveva trovato una nuova sponda nelle iniziative annunciate dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per impedire l’ingresso a scuola con il volto integralmente coperto.

Ma il Carroccio si è spinto anche oltre il solo burqa o niqab. A maggio la Cisint, Silvia Sardone e Susanna Ceccardi hanno presentato un più ampio pacchetto “anti-radicalizzazione” che comprende anche la proposta di vietare qualsiasi velo islamico nelle scuole alle ragazze sotto i 14 anni, oltre a norme sui luoghi di culto e sui finanziamenti provenienti dall’estero.

La questione è ormai entrata anche nell’agenda del governo. Proprio oggi Giorgia Meloni ha annunciato l’intenzione di intervenire contro burqa e niqab nelle scuole, sostenendo la necessità che gli studenti frequentino le lezioni a volto scoperto.

Insomma, a Pontida la Lega ha trasformato in immagine una battaglia che da mesi cerca di tradurre in legge. E dal palco la Cisint chiarisce che, per il Carroccio, sul tema non è prevista alcuna retromarcia.

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