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Predappio ci prova: un museo del '900 nell'ex sede del fascio

Aperture bipartisan ma servono i soldi dello Stato L’edificio razionalista del 1937

Predappio, riapre la cripta di Mussolini
Da Wikipedia

Predappio e l’Italia hanno un’occasione storica: riuscire in un colpo solo a storicizzare il ventennio fascista e valorizzare l’arte italiana del Novecento tra le due guerre. Dopo un percorso non privo di peripezie, nei mesi scorsi sono iniziati i lavori di ristrutturazione e riqualificazione dell’ex Casa del fascio di Predappio. Si tratta di uno degli edifici più iconici dell’architettura razionalista inaugurato il 21 aprile 1937 con una struttura imponente e una torre littoria di circa 40 metri realizzata da Arnaldo Fuzzi. Dal 2016 la proprietà dell’immobile è stata trasferita dal demanio statale al Comune di Predappio che con l’amministrazione di Roberto Canali ha iniziato i lavori di ristrutturazione che dovrebbero terminare entro la primavera 2028. Si è così aperto un dibattito su quale debba essere la destinazione degli spazi una volta terminata la riqualificazione per scongiurare il rischio di un luogo privo di una valenza concreta. Da qui l’idea emersa durante il Festival della Libertà di Forlì promosso in collaborazione con la Confcommercio forlivese di realizzare nei locali dell’ex casa del fascio di Predappio un museo dell’arte italiana del Novecento.

Si tratterebbe di un’opera di grande valorizzazione di artisti come Soffici, Maccari, della scuola toscana di Ottone Rossi, di Sigfrido Bartolini, passando per le avanguardie, il futurismo con Boccioni, Marinetti e Balla che consentirebbe al tempo stesso di offrire una nuova immagine della città di Predappio. Non più un luogo ostaggio di macchiettistiche rievocazioni bensì un centro culturale in grado di storicizzare il ventennio e l’arte italiana realizzata prima, durante e dopo il fascismo. Peraltro un’iniziativa di questo genere si inserisce appieno nel progetto attorno all’eredità artistica del ventennio che ha portato all’apertura al pubblico dei 102 metri lineari di mosaici dedicati?alla storia del volo realizzati lungo le pareti del quadriportico dell’ex Collegio Aeronautico di Forlì noti come Mosaici del Volo. L’idea è stata accolta positivamente dai parlamentari di maggioranza romagnoli di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Alice Buonguerrieri, Rosaria Tassinari, Jacopo Morrone ma anche a sinistra si registrano aperture. Secondo Mauro Felicori, già assessore regionale alla Cultura dell’Emilia Romagna e della Reggia di Caserta, un museo dedicato all’arte in Italia fra le due guerre mondiali: «Sarebbe un modo per contribuire alla lettura del periodo lateralmente, evitando il rischio di contrapposizioni laceranti e dunque paralizzanti. Sarebbe un modo per valorizzare artisti che sono stati centrali per l’Europa». Secondo Felicori, dovrebbe essere «una sezione distaccata della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, che garantirebbe, per ricchezza dei depositi, altezza di capacità artistiche e gestionali e natura istituzionale, pluralità e profondità critica». Per farlo occorrerebbe però un intervento dello Stato perché il solo Comune non avrebbe le risorse necessarie.