Quale partita gioca Renzi? Ecco l'uomo solo al comando che spaventa Bersani e Letta

Epifani prepara le regole per il congresso. Un renziano avverte: "Matteo si potrebbe anche candidare a segretario". Così il tour per presentare il libro si trasforma in campagna elettorale

Quale partita gioca Renzi? Ecco l'uomo solo al comando che spaventa Bersani e Letta

Che Matteo Renzi sia tornato all'assalto della diligenza lo si evince dall'estenuante tam tam di dichiarazioni con cui bombarda a ruota libera sia i vertici del piddì sia il premier Enrico Letta. Un fiume in piena che, oltre a destabilizzare i precari equilibri tra i democratici, rischia di minare la tenuta del governo. "Lui presenta il libro, io penso a governare", ha commentato nelle ultime ore il presidente del Consiglio lasciando trasparire un certo nervosisimo per i ripetuti attacchi. Attacchi che, da qui al congresso, si faranno sempre più intensi e violenti. "Non siamo in una caserma ma il momento è delicato", ha avvertito il segretario Guglielmo Epifani chiedendo esplicitamente al rottamatore di "dare una mano per vincere i ballottaggi". Ma Renzi ha in mente un'altra partita.

"Sono nervosi perché hanno capito che Matteo si potrebbe sul serio candidare al congresso", commenta il renziano Angelo Rughetti. L'occasione per tornare alla carica è il lancio dell'ultimo libro, Oltre la Rottamazione. Ieri Roma e Firenze: le prime tappe. Un turbinio di presentazioni, comparsate e apparizioni in cui il sindaco di Firenze non smette di tirare stoccate a destra e a manca. Questa mattina, ai microfoni di Radio Kiss Kiss, è ritornato a pungolare l'esecutivo: "Se un cittadino chiede al proprio governo di fare le cose che deve fare sembra un attacco?". Secondo Renzi, le accuse rivoltegli dall'establishment democratico sono "politica da telenovela". E ha chiosato: "Ho soltanto detto quello che pensa la stragrande maggioranza delle persone". In realtà, sotto c'è molto di più. Secondo fonti vicine a via del Nazareno, infatti, starebbe preparando la corsa alla conquista del partito. Una mossa che spariglierebbe tutti i giochi e che getterebbe una mina contro Palazzo Chigi. "Tutto fa pensare che stia pensando di candidarsi e che cominci a schierare l'artiglieria pesante - spiega alla Stampa un dirigente della vecchia guardia - perché la sua comunicazione è la cosa più forte che ha". Un'eventualità che, all'interno del Pd, spaventa molti, Pier Luigi Bersani lo ha bollagto come "l'uomo solo al comando". Una definizione che dovrebbe spaventare i democratici, ma che non fa altro che dare la carica al sindaco di Firenze. "La sinistra smetta di aver paura della leadership perché è l’idea di un centrosinistra che si mette in gioco", ha spiegato ricordando l'impresa di Fausto Coppi che "si è fatto accompagnare dalla sua squadra fin dove era possibile e poi si è messo in gioco".

La squadra, appunto. Il problema è che il Pd non ha squadra. Basta dare un'occhiata alla votazione di mercoledì sulla mozione presentata dal renziano Roberto Giachetti per capire che il partito è in balia delle correnti centrifughe che lasciano le svariate anime che lo compongono. Sono tutti in fermento in vista del congresso. Ieri Epifani ha assicurato che la sfida congressuale si svolgerà entro l’anno, anche se l'asse governativo, che ruota attorno a Letta e Franceschini, lo vorrebbe spostare a gennaio perché a dicembre Renzi dovrà decidere se ricandidarsi alla guida di Firenze. A differenza di Renzi, il segretario piddì la pensa come Bersani sul valore del collettivo più che quello dell’uomo solo al comando. La composizione della segreteria sarà annunciata martedì prossimo, ma stando alle indiscrezioni si capisce che l'organigramma è pensato in chiave anti rottamatore. Mentre vengono confermati il "giovane turco" Fausto Raciti e Roberta Agostini e si attende l'arrivo di Deborah Serracchiani e Matteo Colaninno, è stato deciso che la guida non sarà più affidata a un uomo di Renzi. Potrebbe subentrare, infatti, Davide Zoggia (bersaniano doc) che lascerà a un renziano l'incarico agli Enti locali. Incarico, quest'ultimo, che consente di gestire una rete di 80mila amministratori. E la partita prevede un posto per Luca Lotti.

Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà, la fiducia degli italiani in Renzi scende al 49% perdendo cinque punti nel giro di una sola settimana. "In questo momento il sindaco di Firenze è il più esposto - ha spiegato il presidente di Swg Roberto Weber - quindi paga un prezzo molto alto". Ieri sera, alla presentazione del libro, il rottamatore ha ammesso di aver perso la partita delle primarie. Ma è già pronto a scendere di nuovo in campo.

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