Adesso Grillo minaccia i suoi: "Se votate la fiducia mi ritiro"

Bersani affiderà agli ambasciatori l’incarico di trovare la quadra sui presidenti delle Camere. Ma Grillo avverte i suoi di non votare la fiducia

Adesso Grillo minaccia i suoi: "Se votate la fiducia mi ritiro"

Pier Luigi Bersani ci prova e ci riprova. Domani, riunendo deputati e senatori, lancerà un appello a tutte le altre forze politiche per condividere le presidenze delle Camere e delle commissioni. Un modo, secondo il leader Pd, per stanare i grillini e cercare un canale di dialogo, al quale però non crede affatto Matteo Renzi, in generale scettico sulla riuscita del tentativo del Pd per un governo di minoranza. Beppe Grillo, però, non è affatto disposto ad aprire a un governo presieduto dal Pd: "Se il movimento vota la fiuducia mi ritiro dalla politica". E così, al termine di una riunione con tutti i neo eletti, i due capigruppo del M5S hanno ribadito che non scenderanno mai ad alleanze con i partiti ma accetteranno soltanto un governo a Cinque Stelle. Un governo senza premier dal momento che, allo stato attuale, i grillini non avrebbero ancora "vagliato" il nome del futuro inquilino di Palazzo Chigi.

Anche se incontri ufficiali e alla luce del sole tramite "ambasciatori" partiranno domani, contatti con gli altri partiti (Cinque Stelle esclusi) sono già in corso. Il presidente della Provincia di Trento, il montiano Lorenzo Dellai, conferma i rumors secondo i quali tra Pd e Scelta Civica si ragiona per l’assegnazione di una delle due presidente ad un esponente dell’area montiana. In realtà il vero obiettivo di Bersani è incalzare i grillini, invitandoli ad assumersi le proprie responsabilità a partire dai ruoli istituzionali per arrivare ad un possibile governo. È per questo che nel Pd ogni ipotesi è in campo e, come avverte un dirigente bersaniano, nessuno dei big democrat favoriti per le presidenze di Camera e Senato può dare nulla per scontato. "Mi ha contattato ieri un esponente di rilievo del Pd - racconta il capogruppo pro tempore del Movimento 5 Stelle Vito Crimi in un post su Facebook - per anticiparmi che lunedì terranno riunione congiunta dei gruppi da cui proporranno i loro nomi per le presidenze e nei successivi giorni incontreranno i gruppi per comunicarlo e confrontarsi". Il capogruppo pentastellato lancia un avvertimento a Bersani e, al tempo stesso, rassicura i suoi follower: "Tutto ciò che succederà lo saprete".

Fonti vicine al via del Nazareno fanno sapere che Bersani non intende farsi mettere all’angolo da pretendenti e capi-corrente. Proprio per questo avrebbe deciso che saranno i parlamentari (in larghissima parte suoi fedelissimi) a decidere quali ruoli e con chi sia meglio condividere responsabilità istituzionali. Chi non crede che questa strategia possa aiutare un futuro appoggio del Movimento 5 Stelle a un governo di scopo è Renzi, che ormai sembra aver rotto gli indugi rispetto a una linea di non belligeranza verso il leader piddì. "Non vorrei che lo scilipotismo - avverte il sindaco di Firenze - diventasse la caccia al grillino perchè lo abbiamo contestato quando lo facevano altri". Accuse che si rivelano fondate non appena i capigruppo grillini prendono la parola durante la conferenza stampa al termine del pomeriggio formativo con i neo eletti. "A Napolitano chiederemo un governo a Cinque Stelle", ha spiegato Crimi tornando a smentire possibilità di alleanze, anche solo sui presidenti delle Camere. "Non ci sono e non ci sono mai stati margini per alleanze con i partiti - ha aggiunto Roberta Lombardi - non faremo la stampella di nessuno".

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