Il Consiglio regionale oggi vota le pre-intese sull’autonomia. La Lombardia avrà più libertà sulla spesa sanitaria e potrà incidere sulle professioni, sulla previdenza complementare integrativa e sulla gestione della protezione civile e delle emergenze. «Primo passo dopo un percorso lungo e complesso», spiega il segretario della Lega lombarda, Massimiliano Romeo che nel 2017 era il secondo firmatario della richiesta di referendum. Oggi si vede «un neocentralismo da non sottovalutare. Roma fatica a cambiare, ma il problema è anche Bruxelles e lo vediamo sui fondi di coesione». Dopo il voto del Pirellone, servirà un passaggio in Parlamento. Si parla di elezioni politiche anticipate ma «non si può andare alle urne se prima non chiudiamo questa partita».
Senatore, sono passati quasi dieci anni da quel referendum.
«Porto sempre con me nel portafoglio la schedina di quel voto, una reliquia. Con tenacia raccogliamo i primi frutti: è importante aprire un pertugio perché non si possa più tornare indietro. Il ministro Calderoli ha fatto un grande lavoro insieme al Parlamento».
Nel suo libro cita Umberto Bossi. L’Italia è ancora impantanata nella palude romana?
«Roma fa fatica a cambiare, dobbiamo vigilare. Penso alla volontà di voler gestire dal centro gli ospedali pubblici. Il Nord non ha mai perso la voglia di rinnovare lo Stato. E lo abbiamo visto anche col referendum sulla giustizia».
Quella al centralismo romano è ancora una battaglia della Lega?
«Assolutamente sì. Ma non solo quello romano. Dobbiamo difenderci anche da Bruxelles. Pensiamo ai fondi di coesione che le Regioni utilizzano per le esigenze delle imprese e del territorio: non si possono centralizzare. È un momento di crisi per l’Ue: per questo il federalismo va rilanciato, anche in Europa ed è ancora la chiave per il futuro».
Un vantaggio per la Lombardia?
«La sanità: spendere i soldi che ci vengono attribuiti senza i vincoli di Roma vuol dire poter assumere più infermieri o indirizzarli verso le reali necessità: è una piccola rivoluzione».
Il governatore Fontana, dopo il maltempo, dice che con l’autonomia i territori avrebbero subito risposte.
«Invece dobbiamo aspettare i tempi di Roma Quest’estate servivano interventi straordinari. Ma per richiedere lo stato di emergenza passa un mese e intanto non si spostano nemmeno le macerie. Con l’autonomia potremmo finalmente procedere senza aspettare».
Chi si oppone continua a ripetere che i divari aumenteranno.
«Quelli già ci sono, non può essere colpa dell’autonomia. Faccio l’esempio dell’Andalusia: anni fa faticava come una Regione del Sud. Hanno concesso loro più poteri e responsabilità e il Pil è più che raddoppiato. A chi ha ancora certi pregiudizi, ricordo che la Lombardia, ogni anno, versa allo Stato 50 miliardi in più rispetto ai servizi che riceve».
Capitolo Lega.
«Dobbiamo recuperare la fiducia dei nostri elettori».
Teme ripercussioni a Pontida?
«Il pratone non è il posto dove si regolano i conti. I militanti ci stanno facendo sentire vicinanza. Nella battaglia per il rinnovamento del movimento io e Fontana non siamo soli».
