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Ranucci, Rai verso il comitato etico per valutare i danni di immagine. Il conduttore: "Sono tranquillissimo, Report merita rispetto"

Verranno effettuate una serie di verifiche interne sui rapporti di collaborazione e fonti di Ranucci e della trasmissione per capire se la gestione sia stata rispettosa delle linee guida del contratto di servizio, a partire dai principi di imparzialità e indipendenza

Ranucci, Rai verso il comitato etico per valutare i danni di immagine. Il conduttore: "Sono tranquillissimo, Report merita rispetto"
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Sul tavolo della Rai il dossier Ranucci-Lavitola, alla luce delle recenti rivelazioni, sta diventando un problema anche a livello di immagine. Per questo l’azienda ha deciso di intervenire in modo netto. E lo farà, come può rivelare Il Giornale, convocando il comitato etico che si occupa della tutela dell’immagine e del rispetto dei principi del giornalismo investigativo e delle inchieste alla base del servizio pubblico.

Verranno quindi effettuate una serie di verifiche interne sui rapporti di collaborazione e fonti di Ranucci e della trasmissione per capire se la gestione sia stata rispettosa delle linee guida del contratto di servizio, a partire dai principi di imparzialità e indipendenza. Il Comitato Etico Rai (noto internamente come Commissione Stabile per il Codice Etico) è l'organismo aziendale deputato a vigilare sul rispetto dei principi fissati nel ⁠Codice Etico Rai. È composto dai responsabili di diverse direzioni chiave (tra cui Internal Auditing, Affari Legali, Risorse Umane) ed è incaricato di valutare eventuali violazioni di condotta e dichiarazioni: l’obiettivo dell’azienda è chiarire in che modo e se Ranucci possa aver messo in atto comportamenti che potrebbero ledere l’immagine e la credibilità della tv di Stato.

"Sono tranquillissimo. Report ha già passato vari audit anche su come venivano trattate le fonti, vedi i casi Autogrill e Tosi. Vagliati anche precedentemente dai tribunali di tutta Italia. Report è la trasmissione più premiata della storia: merita rispetto, perché dietro c'è un lavoro pazzesco di squadra, il rigore, la fatica e rischi per l'incolumità. La narrazione di alcuni giornali su Report è vergognosa. E chi non si rende conto che questo è un attacco a quegli ultimi presidi di giornalismo libero e indipendente, è miope". Lo dice all'ANSA Sigfrido Ranucci, commentando la scelta della Rai di avviare una verifica interna.

"Apprendo dalle Agenzie - ha scritto poi Ranucci su Facebook - che la Rai ha avviato, dopo la richiesta dei giorni scorsi da parte del ministro Urso, verifiche sulle fonti e sulla correttezza delle nostre inchieste. Lo fa per tutelare la sua immagine. Ma la mia, che in parte è anche Rai, l'ha mai tutelata? È paradossale che la richiesta di Urso sia nata da informazioni false riportate da alcuni giornali. Il sottoscritto e la squadra di Report sono pronti ad affrontare l'ennesimo Audit o verifiche, avendo già passate tutte le altre, alcune, come quelle dell'Autogrill o del caso Tosi, proprio incentrate sul metodo di lavoro e sulla gestione delle fonti. Che le fonti siano sempre state selezionate con rigore lo dicono i 30 anni di storia della trasmissione". "La narrazione di alcuni giornali sul sottoscritto, su Report, e sulla sua storia è vergognosa - aggiunge il giornalista - e tende a colpire uno degli ultimi baluardi dell'informazione libera rimasta nel Paese. Io non sono e non voglio essere un puro. Ma Report lo è, e ha considerato come unico editore di riferimento il pubblico che paga il canone.

Merita rispetto. È la trasmissione con i giornalisti più premiati della storia della televisione, dietro ogni puntata, c'è un lavoro pazzesco, fatica, rigore, coraggio e soprattutto quello che spaventa, indipendenza e memoria".

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