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Renzi modalità win-win pronto a sfruttare tutto. Calenda guarda a destra

Renzi modalità win-win pronto a sfruttare tutto. Calenda guarda a destra
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I due ex gemelli diversi del riformismo si sono separati anche questa volta. Carlo Calenda per il sì, Matteo Renzi è per la libertà di coscienza. Il primo al fianco del centrodestra, il secondo per non scontentare Schlein e company è rimasto nell’ambiguità. Ha scelto di non scegliere il leader di Italia viva. Si è mosso con la testa e non con la pancia per non dilapidare un posizionamento ben radicato all’interno del campo largo. Renzi ha investito sul centrosinistra, si è candidato a fare il padre nobile del futuro campo largo. Per lui la partita è win win. Se vince il No, cercherà di eterodirigere la segretaria del Pd. E proverà a riunire tutti i ramoscelli centristi - da Silvia Salis a Ernesto Maria Ruffini - attorno alla piattaforma schleniana. Se vince il Sì invocherebbe un cambio di azione politica, meno radicalismo e più riformismo, e si metterebbe alla testa di chi invocherebbe una leadership diversa da quella di Schlein.


Calenda oggi sembra distante dal centrosinistra. A maggior ragione se i sì prevalessero sui no. Le strade dei due ex gemelli del riformismo sembrano essere sempre più distanti. Per il leader di Azione l’ipotesi terzopolista è lo scenario più quotato.
Chissà.

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