Renzi si fa già la pensione a spese dei suoi cittadini

Il Comune di Firenze versa 3.200 euro al mese per i contributi del sindaco, in aspettativa dall'azienda di famiglia. E poi lui urla allo scandalo vitalizi

Renzi si fa già la pensione a spese dei suoi cittadini

«Il sistema pensionistico italiano è folle, troppi privilegi!» - tuonò Matteo Renzi a SkyTg24 - a partire dalle pensioni d'oro, quelle oltre i 3.500 euro al mese, da tagliare secondo il sindaco in camicia bianca, come pure lo «scandalo dei vitalizi per i politici», da abolire secondo il programma del rottamatore. Matteo Renzi non avrà una pensione da politico, non avendo nel cv - finora - né un consiglio regionale né il Parlamento. Ne avrà però una da dirigente d'azienda privata in aspettativa, pagata prima dalla Provincia di Firenze (di cui è stato presidente dal 2004 al 2009) e ora dal Comune di Firenze. Ma quanto pagano i fiorentini per la pensione del loro sindaco-dirigente in aspettativa? La cifra, finora chiusa nei cassetti, la fornisce la dirigente dell'amministrazione del personale di Palazzo Vecchio, dottoressa Chiara Marunti, in risposta ad una richiesta di accesso agli atti del capogruppo Pdl in Comune, Marco Stella. «Renzi Matteo, dipendente in aspettativa senza paga con la qualifica di dirigente. Tot. mensile: euro 3.241,21». Cioè, il Comune di Firenze paga mensilmente, in vece della società di cui Renzi è dirigente, la Eventi6 Srl, circa 3.200 euro, oltre alla spesa per l'indennità (lo stipendio) da sindaco, che è di 4.300 euro netti, circa 7.500 lordi. Il contributo al dirigente Renzi non copre soltanto gli oneri previdenziali, ma anche quelli «assistenziali e assicurativi», come previsto dall'articolo 86 del Testo Unico degli enti locali. Non solo, «l'amministrazione locale si legge nel Testo unico - provvede altresì a rimborsare al datore di lavoro la quota annuale di accantonamento per l'indennità di fine rapporto».

Matteo Renzi, per quanto allergico alla burocrazia, ai sindacati e alle rivendicazioni delle associazioni di categoria, sembra fidarsi molto di quelle che tutelano i dirigenti come lui. È ancora la lettera della dirigente del personale a spiegare che Renzi non è iscritto solo all'Inps, ma anche all'Associazione Pastore («L'associazione Antonio Pastore - leggiamo sul sito - creata e controllata da Manageritalia, ha come ruolo quello di organizzare forme di previdenza integrativa individuale e di garanzie di rischio a favore degli associati assunti o nominati dirigenti»), ma è anche iscritto al Fondo Mario Negri (il fondo di previdenza per i dirigenti) ma anche al Fasdac, cioè il Fondo di assistenza sanitaria per i dirigenti delle aziende commerciali. In quei 3.241 euro che il Comune versa ogni mese per il dirigente Renzi, c'è dunque anche la copertura per le spese mediche, il dentista, le eventuali visite specialistiche o l'acquisto di farmaci, utili se la battaglia per la segreteria Pd si rivelasse cruenta.

La contribuzione comunale per Renzi è parecchio più alta rispetto a quella di altri componenti della giunta che figurano in aspettativa. La vicesindaco ultrarenziana, Stefania Saccardi, avvocato iscritto alla Cassa Forense, costa al Comune di Firenze - sempre limitatamente agli oneri previdenziali e assicurativi -, solo 292 euro al mese. Più alto il contributo per l'ex assessore Massimo Mattei, 1.706 euro, ma quasi la metà di quello del sindaco Renzi. «Ma con che stipendio è stato assunto in azienda il dirigente Matteo Renzi, per avere oneri così alti?», chiede il capogruppo d'opposizione Marco Stella. La domanda andrebbe girata alle sorelle o alla mamma di Renzi. Perché i proprietari della società di cui Renzi è dirigente in aspettativa (così inquadrato poco tempo prima di candidarsi), sono Laura Bovoli (madre), e le sorelle Matilde e Benedetta Renzi (altra sorella). Quarto socio, fino al 2011, è stato Alessandro Conticini, senza legami parentali diretti con i Renzi. Indiretti però sì, perché suo fratello, Andrea Conticini, è il cognato del sindaco (marito della sorella Matilde Renzi). E che c'entra il cognato? C'entra perché di mestiere fa l'agente di commercio, sia della Eventi6 dei Renzi sia di una seconda società, la DotMedia Srl, di cui è socio il fratello Alessandro, già socio in Eventi6Srl, e che ha come clienti proprio il Comune di Firenze. Che alla DotMedia Srl ha commissionato la campagna elettorale delle primarie 2012, ma anche la comunicazione della Notte tricolore (cliente Museo dei Ragazzi-Comune di Firenze), quella di Publiacqua Spa, partecipata dove fino a luglio sedeva Maria Elena Boschi, ora deputata renziana, le campagne di Mukki, centrale del latte di Firenze, Ataf e Firenze Parcheggi.

Altro socio della DotMedia è un renziano della prima ora, Matteo Spanò, già scout con Matteo, poi presidente di Florence Multimedia con Renzi e ora del Museo comunale dei Ragazzi. Le società lavorano bene: la DotMedia (400mila euro nel 2011) e la Eventi6 dei Renzi, che ha chiuso il 2012 con un piccolo disavanzo (84mila euro) a fronte di 3,1 milioni di ricavi. I contributi del dirigente Matteo, però, li paga il Comune.
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