Leggi il settimanale

Come rosica la sinistra su Trentini, quel dettaglio su Crans Montana e Saviano: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: l'arresto confermato per Moretti, l'operazione strade sicure e l'Iran

Come rosica la sinistra su Trentini, quel dettaglio su Crans Montana e Saviano: quindi, oggi...

- Ci sono due cose che fanno sorridere, dopo la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela. La prima è l’imbarazzo di chi, dopo aver criticato l’“aggressione americana” contro Maduro, adesso stappa champagne per la scarcerazione del cooperante facendo finta di non vedere — quale che sia la valutazione sulla legittimità dell’attacco — che il rilascio degli italiani, come di tanti altri prigionieri politici, è la diretta conseguenza del raid ordinato da quel “puzzone” di Donald Trump. Facciamo giusto due esempi. Questo è Bonelli dopo il blitz: “Gravissimo e inaccettabile”. E questo è oggi, dopo la liberazione: “È una bellissima notizia”. Questo invece è Giuseppe Conte prima: “L’aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica”. E dopo: “Accogliamo con grande gioia la liberazione”. Per non parlare di Elly Schlein, ieri convinta che l’azione militare di Trump fosse “un’aggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente il diritto internazionale”, mentre oggi si spertica in ringraziamenti “a tutti coloro che hanno lavorato per riportare a casa” Trentini. Insomma: tutti a urlare al fascismo di Meloni e all’imperialismo di The Donald, e poi sono proprio loro due a riportare il cooperante a casa.

- Secondo appunto: mi tornano alla mente decine e decine di commenti, pre e post elezioni del 2022, in cui si immaginava un’Italia in balia dell’irrilevanza mondiale una volta arrivate “le destre”, come le chiamano, al potere. Risultato: da allora siamo riusciti a riportare a casa Patrick Zaki, Cecilia Sala e ora pure Trentini. Così, per dire…

- Tutti lì a guardare la Maserati di Jacques Moretti, come se la strage di Crans-Montana fosse la diretta conseguenza della ricerca sfrenata del profitto. Credo sia riduttivo sostenerlo. Sarebbe come affermare che quei ragazzi sono morti per colpa della loro propensione a fare video invece che di scappare. È stata una tragica fatalità, conseguenza di mancate accortezze sul tema della sicurezza. Eppure ripeto che, prima di condannarli all’impiccagione pubblica, dovremmo forse attendere le risultanze delle indagini e delle analisi scientifiche.

- Sì, è vero: il Tribunale svizzero ha confermato gli arresti per Jacques Moretti, ma ha anche detto che è pronto a revocare la custodia cautelare in carcere a fronte del pagamento di una cauzione. Roba che da noi non esiste, ma da loro sì. Non è questo però il punto.

- Il punto è che c’è un motivo se i pm non hanno messo subito le manette ai polsi dei due titolari del Constellation dopo la strage. Ed è una motivazione giuridica, liberale, pienamente garantista: “La custodia cautelare in carcere — ricordano — è una misura procedurale volta esclusivamente a garantire il corretto svolgimento delle indagini. Non è pertanto intesa a punire l’imputato, che è presunto innocente fino a quando una sentenza di condanna definitiva non diventi giuridicamente vincolante. Detto questo, il principio fondamentale è che l’imputato rimanga libero fino al processo; la custodia cautelare in carcere può essere disposta solo in circostanze eccezionali come ultima risorsa”. La trovo una lezione di diritto pazzesca, soprattutto verso il nostro vizio manettaro.

- So di essere largamente impopolare su questa storia di Crans-Montana. Ma io difendo un principio, quindi me ne frego.

- Fanno impressione le file di sacchi neri pieni di rivoltosi iraniani, massacrati dagli Ayatollah. Ogni volta che vedo una giovane vita spezzata così mi chiedo: ma ne vale la pena? Ne vale la pena morire per ottenere un sistema di governo meno oppressivo? La risposta è semplice: sì, un po’ come per i martiri. Ma a mettermi in crisi è sempre il quesito successivo: io sarei disposto a crepare in quel modo? E qui si complica il tutto. Forse no. Perché contro l’oppressione si può cercare un compromesso. Contro la morte no, quella è senza appello.

- FdI vuole eliminare “Strade Sicure”. Niente più militari a guardia delle città. Ora, io capisco Balboni: non servono soldati ma più poliziotti, in modo che ognuno abbia il suo ruolo. Ma la domanda è: ce li abbiamo, questi agenti? Possiamo davvero tenerli fermi davanti a consolati e zone sensibili? Il paradosso è che per legge questi militari non possono intervenire o arrestare nessuno ma, se vedono commettere un reato, devono chiamare poliziotti e carabinieri. “Preferisco un poliziotto che arresta il ladro, anziché un militare che osserva e chiama le forze dell’ordine mentre il ladro scappa”, dice FdI. Giusto. Ma io farei così: aumenterei il numero di agenti e, nelle zone sensibili — ambasciate, sinagoghe, ministeri — lascerei comunque i soldati a presidio. Militari però con il potere di intervenire, se necessario.

- E ti pareva se la strage di Crans-Montana, secondo Roberto Saviano, non era colpa della mafia. La verità — e Roberto nostro è costretto a scriverlo — è che “Jacques e Jessica Moretti non sono formalmente implicati in procedimenti per criminalità organizzata corsa”.

Quindi, esattamente, quali sarebbero gli elementi per un titolo del genere? Dal “contesto storico noto”. Che è un po’ come affermare che qualunque imprenditore napoletano sia in odor di Camorra.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica