Parlamento, per se stessi e moglie.
La piazza che colpisce le forze dell’ordine e distrugge le città non si rifà più al Pd. Il popolo di Elly è quello della Ztl, del gay pride e dell’ideologia gender, della sirenetta e dei robot che nelle indicazioni dei bagni hanno sostituito i ragazzi coi pantaloni e le ragazze con la gonna.
I pasdaran di prima e seconda degenerazione sono cresciuti con le corbellerie di Greta Thunberg e sono peggiorati – non era facile – con quelle di Francesca Albanese. La creatura svedese, tra fine del mondo e discorsi in cui dava degli inetti ai parlamentari i quali non capendo l’applaudivano, era comica. Poi ha conosciuto la non avvocato ma esperta dell’Onu ed è diventata tragica. Albanese, loro signora dei pro Pal, ha provato ad accreditarsi col Pd ma i sindaci dem l’hanno scaricata ritirando onorificenze e tenendola alla larga: il punto di non ritorno è stata la sceneggiata contro il sindaco di Reggio Emilia il quale voleva che l’esperta ricordasse pure le vittime israeliane di Hamas. Le cui sanguinarie bandiere, come il Giornale ha documentato nel silenzio generale, hanno iniziato a sventolare di fronte a Montecitorio.
Hamas ma non solo: Hezbollah, Jihad islamica e Fronte Popolare per la Liberazione di Palestina, accompagnate – ce ne fosse stato bisogno – da cori infamanti: «Tout le monde déteste la police», tutto il mondo detesta la polizia, veleno che anticipa gli attacchi, da Torino – città dove alcuni politici tra cui il barbuto Marco Grimaldi di Avs sfilano col centro sociale Askatasuna – a Milano in cui l’«insicurezza percepita» di Sala ha spalancato le porte a quella percepita dei pasdaran. Gli epigoni di Mélenchon puntano anche a Bologna, che stanno rubando al Pd. E a Roma il braccio armato è l’esercito degli occupanti abusivi dello Spin Time.
La sinistra si è scagliata contro i decreti sicurezza e ha tuonato sul Decreto Caivano. Ha strillato prima, durante e dopo l’approvazione del ddl «anti-maranza». Era luglio e i rappresentanti istituzionali dei rappresentanti delle piazze gridavano all’incostituzionalità e alla repressione giovanile.
La legge, oltre ai fermi preventivi per i professionisti della violenza, prevede l’imputabilità automatica dei minorenni che ora non vengono più ritenuti automaticamente incapaci di intendere e di volere, a differenza di certi politici. Per i quali è uno scandalo sbattere in galera un sedicenne che colpisce un poliziotto. Ma lo stesso sedicenne, per gli stessi sedicenti politici, deve poter votare. Il motivo è chiaro. Il partito della rivolta, legato ai delinquenti islamisti, è già una realtà.
