«Freddezza del Pd nei confronti di Mario Calabresi? Credo gli sia stata espressa stima sia dalle forze politiche che dalle persone con cui ha avuto modo di incontrarsi. Diversa è una prospettiva più amministrativa, più politica, più legata a un’esperienza, a un mestiere, a una competenza sulle quali c’è un pochino di attesa». La vicesindaco Anna Scavuzzo, che oggi alla Festa dell’Unità ribadirà che se la scelta del candidato passerà dalle primarie lei sarà in campo, due sere fa ad Antenna3 ha esplicitato - con garbo i dubbi sull’esperienza del giornalista. Se sia in grado insomma di dirigere la macchina comunale (in un momento peraltro così delicato). Scavuzzo ha sottolineato che ad oggi non vede alternative ai gazebo, non è emerso un nome che metta d’accordo tutta la coalizione.
«Il centrosinistra è in attesa di capire come strutturare il percorso che ci porterà al 2027, perchè ancora non è stato definito del tavolo della coalizione e tutti dobbiamo avere il rispetto che merita». Aggiunge che «nessuno può dare per scontate nè per obbligatorie le primarie» ma «non vedo ora qualcuno che “riassume le carte“ sul tavolo». Sul sindaco Sala sostiene invece che «un limite che credo abbia avuto in questi dieci anni è di essere stato troppo poco politico», parla della «costruzione di un consenso verso decisioni che hanno bisogno di essere consapevoli per la popolazione, in modo tale che non si sentano in qualche modo strattonati. Beppe ha sicuramente delle caratteristiche tipiche del manager, il decisionismo, la capacità di portare a casa le attività sulle quali si misura, una forte dedizione al fare che è importante, soprattutto in una città come Milano. Allo stesso tempo noi abbiamo bisogno di recuperare però quegli spazi nei quali si discute, si fanno emergere le potenzialità anche di soluzioni che non si erano considerate, si ascoltano, i timori e le preoccupazioni, così come i suggerimenti». Due giorni fa il match a distanza tra l’altro aspirante sindaco, il Pd Pierfrancesco Majorino sulla «lobby del cemento». La campagna a sinistra promette scintille. Intanto il Pd ieri ha calato il gruppo dei «13 saggi», tra cui Matteo Bolocan, Marilisa D’Amico, Alice Redaelli, Francesca Zajczick, con nno il compito di «aggiornare la Carta dei Valori del centrosinistra milanese» in vista del voto e delle (possibili) primarie. Il segretario M5S Milano Stefano Buffagni aveva già bocciato: «No ai soloni, la politica si assuma le scelte».
