Schifani sogna di andare al Csm ma rischia di trovare il suo gip

I loro destini si sono incrociati, a Palermo: lui, Renato Schifani (nella foto a sinistra), avvocato ed ex presidente del Senato, un tempo Pdl e ora Ncd, nelle vesti di indagato del reato più odioso, collusioni mafiose; l'altro, Piergiorgio Morosini (nella foto a destra), gip nel capoluogo siciliano che ha respinto le richieste di archiviazione del pm nei confronti di Schifani disponendo altri approfondimenti. Il problema, come racconta l'Unità, è che oltre che nelle aule di giustizia le loro sorti potrebbero tornare a incrociarsi in modo imbarazzante. Morosini, toga più votata di Area nell'ambito delle primarie dei giudici, sarà candidato al Csm. E proprio a Palazzo dei Marescialli, come laico, vorrebbe candidarsi Schifani, rimasto a secco di incarichi dopo il passaggio agli alfaniani. Ancora nulla è sicuro. Ma se questa eventualità dovesse verificarsi l'imbarazzo, a dir poco, è più che assicurato: l'indagato e il suo giudice allo stesso tavolo per decidere di altri giudici. Se accadrà, ci sarà da ridere.

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