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Scommessa di Fdi: “Avanti fino alla fine”. Arianna: “Difendere la sovranità umana”

A Fenix, festa di Gioventù nazionale, si guarda al voto come un appuntamento lontano: “Ma occhio agli incidenti di aula”. La responsabile della segreteria politica sull’avvento dell’Intelligenza artificiale: “L’Italia può guidare il processo ma senza divieti”

I giovani all'Eur Arianna Meloni, capo della segreteria di Fdi

Prima la sovranità umana, poi la tecnologia. A Fenix, la festa di Gioventù nazionale, irrompe il tema del rapporto tra regole e utilizzo dei social network. Al laghetto dell’Eur, è la responsabile della segreteria politica di Fdi Arianna Meloni ad affrontare le problematiche legate ai minori. «I pericoli dei social valgono per tutti ma è ovvio che un bambino e un adolescente hanno meno strumenti per riconoscerli». La parola «divieto», però, non convince la sorella della premier. «Il tema - osserva - è fare rete». Il Parlamento è al lavoro sulla regolamentazione ma l’elemento centrale resta quello educativo. Una legge «non insegna ad un ragazzo che la sua autostima non dipende dai follower» e soprattutto non insegna «che nella vita vera non ci sono». Certo, la linea di Fdi non è quella del rifiuto della modernità. Per Arianna Meloni bisogna scegliere se «essere dominati dalla tecnologia o dominarla». La rivoluzione dell’Ia va governata. Anche perché l’Italia resta «culla della civiltà e della spiritualità». Dunque tocca a noi, agli italiani, introdurre nel mondo una gestione etica dell’Intelligenza artificiale. Le parole di Giorgia Meloni sul tema riecheggiano ancora: «Non possiamo lasciare che siano le Big Tech a decidere le regole del gioco». Arianna scandisce la visione della sorella, ricordando come la «sovranità umana» debba sempre prevalere sulla «tecnologia». L’Ia resta uno strumento, un «supporto» che non deve però «distruggere l’identità».

La festa di Gioventù nazionale, ieri, è stata tutta al femminile. Nel pomeriggio, è salita sul palco Cecilia Sala, intervistata dai ragazzi di Gn sull’Iran e sulla liberazione dalla prigionia. Non certo l’ospite più a destra ma Fenix è diventato, alla pari di Atreju, un luogo di confronto. Poco dopo è toccato alla presidente della commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, protagonista del panel «Liberi dalla mafia, liberi di scegliere». Qui a Roma l’aria elettorale non è così tagliente. A Bari, una settimana fa, le urne sembravano più imminenti. Il partito lascia ai ragazzi autonomia di gestione mentre Francesco Filini parla da Nerni, durante un’altra iniziativa. Per il parlamentare vicino a Palazzo Chigi la sinistra sta già discutendo su «come mettere più tasse». La loro - puntualizza - è «la vecchia mentalità comunista». Il «Tempo del coraggio» - il titolo della manifestazione giovanile - serve pure a ricaricare le energie. Il partito della premier è reduce dal passaggio dalla legge elettorale al Senato. L’incidente alla Camera dei deputati prima dell’estate e qualche mal di pancia degli alleati non sono stati sottovalutati. Meloni - dicono da Fdi - è pronta a qualunque eventualità. Ma la linea del partito e del governo è chiara: si va avanti finché c’è una maggioranza. E qui a Fenix nessuno parla volentieri di urne primaverili, anzi. Sara Kelany, parlando col Giornale, è netta: «Questo governo, al netto d’incidenti d’aula, arriva fino a legislatura». Con la legge elettorale «abbiamo dato al Paese una stabilità sistemica». Votare in autunno può essere scomodo: la legge di Bilancio del 2028 andrebbe fatta in fretta e furia. Prima di qualunque interlocuzione con il Colle, però, bisogna occuparsi di chiudere il 2027 con la sua manovra.

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