Slogan ossessivi e ostili, antisemitismo strisciante e ora anche minacce. L’isteria collettiva avanza, alimentata da movimenti pro Pal che soffiano sul fuoco, e finora a sinistra non molti hanno mostrato di voler mettere seriamente un freno.
Dal 7 ottobre il nuovo odio - ormai ostentato e legittimato - viaggia su due binari: le accuse a Israele da un lato e l’ostilità contro gli ebrei dall’altro, anche in Italia. E in occasione di questo terzo anniversario le frange più bellicose, i Giovani palestinesi, hanno perfino «celebrato» i tre anni dall’attacco di Hamas, paragonando i miliziani islamisti autori dell’attacco terroristico ai partigiani italiani.
Il questo clima che appare fuori controllo, ieri l’ennesimo episodio inquietante: le scritte minacciose e antisemite comparse a Bologna, una delle piazze più calde della mobilitazione. «Espliciti riferimenti intimidatori contro gli ebrei e frasi che inneggiano alla violenza sono un fatto gravissimo che non può essere derubricato a vandalismo né liquidato» ha avvisato l’Unione delle Comunità ebraiche, chiedendo che «le autorità competenti e la magistratura svolgano con la massima tempestività tutti gli accertamenti necessari per individuare i responsabili e verificare la natura e la portata delle minacce».
Le scritte prendevano di mira anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore e la presidente del Consiglio. E proprio il primo cittadino, ieri, finalmente ha reagito: «Sono intollerabili le scritte antisemite e le minacce rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla mia persona» ha detto Lepore, esprimendo alla premier la sua «piena solidarietà». «L’odio antisemita e le intimidazioni vanno respinti con assoluta chiarezza» ha aggiunto ricordando di aver già definito «orripilanti» le frasi pronunciate durante un’occupazione universitaria in città: le farneticazioni che accostavano il 7 ottobre a via Rasella e ai partigiani italiani. «Non fanno certo bene alla causa palestinese» ha osservato Lepore. E finalmente anche la segretaria del Pd ha battuto un colpo: «Le scritte di odio antisemita e pro Hamas, contro Matteo Lepore e contro Giorgia Meloni comparse a Bologna sono vergognose e inaccettabili» ha dichiarato Elly Schlein.
Finora, questo clima di «isteria collettiva» (come la definisce David Maghagi, tra i maggiori esperti di antisemitismo) non aveva trovato molti argini a sinistra. Lo stesso accostamento blasfemo - ma non certo inedito - tra Hamas i partigiani, era passato quasi inosservato finora, salvo rare eccezioni, come quella di Luca Aniasi, presidente della Fiap, l’organizzazione custode della tradizione azionista, che proprio il 7 ottobre, nel corso di un evento organizzato alla Casa della Memoria e della Storia l’ha detto chiaro e tondo cosa significa definire «partigiani» i terroristi: «Uno stupro della parola resistenza».
