Il taglio di 7mila insegnanti dal mondo della scuola, previsto dalla manovra, è una fake-news. “Non avendo argomenti veri su cui criticare la manovra, la sinistra li inventa”, tuona Galeazzo Bignami.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera controbatte alle critiche dell’opposizione affermando che “sull’asserito taglio di 7.000 docenti di cui invece la sinistra dovrebbe ben sapere di cosa si parla, visto che è uno degli impegni assunti dai loro governi con la Ue in sede di approvazione di Pnrr”. Bignami, poi, spiega che tutto questo “non avrebbe dovuto generare scandalo” perché in manovra “non si parla di tagli di cattedre”. Numeri alla mano, infatti, “a fronte di un calo dell’1,5% di studenti - dice il capogruppo di FdI a Montecitorio - si avrà una copertura del turn over del 99,5%”. In sostanza, verrà applicato “un principio elementare tra l’altro deciso dalla stessa sinistra”, ma “nessun taglio, nessuna riduzione”. E, a Giuseppe Conte e ai parlamentari pentastellati, Bignami risponde che potrebbero “rimediare ai conti sballati del superbonus mettendo di tasca loro qualcuno dei miliardi spesi per tale misura”. E conclude: “Soldi degli italiani ‘gratuitamente’ usati da Conte per distruggere i conti pubblici”.
Anche la senatrice meloniana Ella Bucalo, componente della commissione Cultura e Istruzione del Senato, attacca: “Lo slogan ripetuto in queste ore da PD, M5S, AVS e FLC-CGIL sul presunto taglio di 7.000 insegnanti nella scuola pubblica è falso sotto il profilo numerico, tecnico e didattico. Basta leggere l’articolo 66, comma 5, del disegno di legge di Bilancio per smentire una ricostruzione infondata”. Bucalo spiega che l’intervento riguarda esclusivamente l’organico del potenziamento, introdotto dalla legge 107 del 2015 per attività progettuali o supplenze brevi, e mai i docenti impegnati nelle lezioni ordinarie in classe” e, dunque, “non ci sarà alcun esubero né alcun licenziamento”. Si tratta, invece, “di una parziale mancata sostituzione sul turn-over dei pensionamenti a partire da settembre 2027, pari appena allo 0,5% di un organico che supera gli 800.000 insegnanti”. Bucalo accusa la sinistra di omettere il dato sulla denatalità degli ultimi 15 anni che fa perdere alla scuola italiana “tra i 100.000 e i 120.000 iscritti, l’equivalente di circa 5.000 classi” all’anno.
La senatrice di FdI, poi, aggiunge: “A fronte di un calo degli studenti dell’1,5% annuo, un adeguamento del turn-over limitato allo 0,5% sul solo potenziamento fa sì che il rapporto tra insegnanti e alunni per classe non peggiori, ma migliori ulteriormente, attestandosi al livello più favorevole della storia repubblicana”. Bucalo, inoltre, sottolinea che “la rimodulazione progressiva delle dotazioni organiche in base all’andamento demografico dà seguito agli impegni sul Pnrr sottoscritti con la Commissione europea dai governi precedenti nell’ambito della riforma del reclutamento, già contabilizzati a legislazione vigente nella legge di Bilancio 2025”. La senatrice meloniana, dunque, sentenzia: “Ancora una volta, ai numeri di fantasia delle opposizioni rispondiamo con la realtà dei fatti e degli atti parlamentari”.
