Sembra che il caos attorno a Ranucci non si plachi. Accanto alle indagini che sta conducendo la Procura di Roma, a far discutere ci sono anche le conversazioni pubblicate da La Verità tra il conduttore e Valentina Pelliccia, in cui il giornalista parla della presenza di mafia e massoneria all’interno della Rai.I componenti della Commissione di vigilanza Rai di FdI condannano le affermazioni del giornalista: «Sono gravissime le parole di Ranucci riportate da La Verità, secondo cui in Rai ci sarebbero massoni e mafiosi. Sono affermazioni pesantissime fatte da un dirigente contro la sua azienda, che gettano ombre inquietanti sulla Rai. O Ranucci esce allo scoperto e denuncia la presenza della massoneria e della criminalità organizza in Rai, oppure l’Azienda deve tutelarsi da queste accuse infamanti e lesive della sua immagine, intervenendo contro il conduttore».Dura anche la presa di posizione di Unirai-Figec: «Se un giornalista d’inchiesta del calibro di Ranucci è realmente a conoscenza di fatti così gravi, ha il dovere professionale e morale di denunciarli alle autorità competenti e di raccontarli ai cittadini». Richiesta di chiarimento anche da parte di Lega e Forza Italia. Dalla maggioranza sottolineano come «chi ricopre ruoli di responsabilità nel servizio pubblico e sostiene di essere a conoscenza di dinamiche di questo tipo non può limitarsi a sfoghi informali» e che «il suo metodo è sempre quello dell’allusione generalizzata che, del resto, impiega abbondantemente nella sua attività televisiva». Dall’opposizione regna sovrano il silenzio, mai 5 Stelle prendono ancora le difese del conduttore e attaccano il partito di Giorgia Meloni: «Non appena leggono il nome di Ranucci ai peones di Fratelli d’Italia viene il sangue agli occhi e la bava alla bocca». Ma, come ha fatto sapere ieri (prima del caso delle chat) a Milano Finanza l’ad della tv di Stato Giampaolo Rossi «abbiamo attivato il comitato etico come strumento previsto per analizzare quello che sta avvenendo». E così si farà finalmente chiarezza.
