Ancora minacce contro Stefano Bonaccini e Matteo Lepore: una nuova missiva è stata recapitata a Palazzo D’Accursio nelle scorse ore. A scoprire la lettera è stata una dipendente dell’ufficio postale del Comune, che ha dato l’allarme. La denuncia è stata già formalizzata ma la minaccia non è stata firmata, quindi non sarà semplice risalire all’autore. Non è la prima volta che il sindaco di Bologna e l’ex governatore dell’Emilia Romagna vengono fatti oggetto di minacce di questo tipo, soprattutto il primo cittadino della città felsinea, già sotto scorta dopo essere stato messo nel mirino lo scorso luglio.
“Stefano Bonaccini e Matteo Lepore sono condannati a morte”. Nient’altro è stato scritto nel foglio inviato al Comune: una frase in caratteri grandi, come a rimarcare la minaccia. Per questo motivo negli ambienti investigativi non viene attualmente esclusa nessuna pista, nessuna matrice per l’origine di questa lettera. Lepore è sotto tutela da dopo le manifestazioni distruttive che si sono svolte in città per protestare contro la morte di Abderrahim Fakir, morto durante un arresto di polizia nel quartiere Pilastro. Le proteste devastarono Bologna, causando milioni di euro di danni al bene pubblico.
“È di pochi minuti fa la notizia di morte a Stefano Bonaccini e al sindaco di Bologna Lepore. A loro va tutta la nostra solidarietà: non esiste che nell’ambito anche di un confronto acceso si debba invece minacciare di morte chi non la pensa come noi. La forza delle idee si esprime attraverso le parole ma anche con il rispetto delle persone”, ha dichiarato il ministro del Lavoro, Marina Calderone. “Esprimo la mia solidarietà a Stefano Bonaccini e al sindaco di Bologna Matteo Lepore per la gravissima lettera di minacce di morte. La violenza e l’intimidazione vanno respinte e condannate con la massima fermezza e senza alcuna esitazione. La dialettica politica, anche quando è caratterizzata da un confronto aspro, deve rimanere sempre all’interno del perimetro del rispetto democratico e delle regole civili. Gesti vigliacchi come questo vanno condannati in maniera unanime e con fermezza. Ora mi auguro che i responsabili di questo vile atto siano presto individuati e assicurati alla giustizia”, sono le parole di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati.
“Esprimo la mia più ferma condanna e la totale solidarietà, mia e di tutta la nostra comunità, a Stefano Bonaccini e a Matteo Lepore per la gravissima lettera di minacce di morte recapitata presso gli uffici del Comune di Bologna. Ci troviamo di fronte all’ennesimo, inaccettabile episodio di intimidazione nei confronti di chi rappresenta con dedizione e rigore le nostre istituzioni democratiche”, ha dichiarato Andrea De Maria, deputato del Partito Democratico.
“Passare dall’odio social alle minacce fisiche e scritte rappresenta un salto di qualità grave ed allarmante, che richiede una risposta ferma, unanime e senza alcuna esitazione da parte di tutte le forze politiche e civili. Atti vigliacchi come questo non scalfiranno di un millimetro il lavoro e l’impegno che Stefano e Matteo portano avanti ogni giorno al servizio dei cittadini e del territorio”, ha aggiunto l’onorevole. “La democrazia e le istituzioni bolognesi ed emiliano-romagnole non si faranno mai piegare dalla violenza e dalle intimidazioni”, ha concluso De Maria.
