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"Sotto il cemento". Nuove minacce anarchiche a Bologna

Il sindaco nel mirino degli anarchici. E ritrova la parola anche Elly Schlein, in silenzio quando gli insulti e gli auspici di morte erano diretti a Meloni

"Sotto il cemento". Nuove minacce anarchiche a Bologna
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Lepore sotto il cemento, fuoco al museo”. Sono di questo tenore le scritte comparse nella notte all’esterno della sede del Partito democratico di Bologna, firmate con la “A” anarchica. E chi parla di depistaggi e di minacce provenienti dalla parte politica opposta non solo sbaglia, ma dimostra anche di non conoscere il clima e la situazione di Bologna di queste settimane. Al Pilastro, infatti, la giunta di Matteo Lepore ha deliberato, e iniziato, la costruzione del “Museo dei Bambini”, eliminando di fatto un’area e degradata del parco Moneta-Mitilini-Stefanini.

Da settimane i gruppi antagonisti protestano per la realizzazione della struttura, che offrirà un servizio in più alla città, confermando che nella sinistra radicale si va avanti a ideologie e controsensi: da un lato viene chiesto di realizzare più servizi ma dall’altra si pretende che nulla cambi. Ci sono stati anche scontri tra forze dell’ordine e antagonisti nelle scorse settimane proprio legati a questa nuova costruzione e ora si è arrivati alle minacce, che non sono nemmeno le prime. Al Pd e al sindaco della città, così come agli assessori precedentemente presi di mira dagli antagonisti, è arrivata la solidarietà dell’opposizione cittadina, costituita da Fratelli d’Italia e dai partiti di centrodestra, cosa che non è accaduta tutte le volte che a essere messa nel mirino, per esempio, è stata Giorgia Meloni. Ma in queste ore anche Stefano Cavedagna, europarlamentare bolognese di Fratelli d’Italia, è stato attaccato pesantemente, con minacce da parte degli antagonisti. “Siamo di fronte all’ennesimo episodio di odio politico, alimentato da un clima che troppo spesso giustifica attacchi personali e campagne di delegittimazione verso chi non si allinea a una certa visione ideologica”, ha dichiarato Francesco Sassone, coordinatore di FdI a Bologna.

“Quanto accaduto non è una critica politica, ma un attacco diretto alla persona e alle istituzioni che rappresenta. Notiamo con grande preoccupazione come in città si stia consolidando un clima sempre più teso e pericoloso, in cui il confronto democratico-politico viene sostituito dall’odio, dall'intimidazione e dalla violenza; questo è dimostrato anche da quanto accaduto alla sede del Partito Democratico di Bologna e al Sindaco Matteo Lepore, oggetto di scritte offensive e gravi minacce. Episodi di questo tipo sono inaccettabili, devono essere condannati da tutti senza se e senza ma, indipendentemente da chi ne sia il bersaglio”, ha aggiunto.

Perfino Elly Schlein ha ritrovato la parola per esprimere solidarietà a Lepore, quando nei giorni scorsi ha taciuto per i ripetuti “Meloni appesa”, e non solo, con tanto di stella a cinque punte: “Voglio esprimere massima solidarietà a tutta la comunità democratica bolognese e al sindaco Matteo Lepore per i gravi atti di vandalismo contro la sede del Pd e per le minacce di morte rivolte contro il sindaco: siamo di fronte a gesti gravissimi e inaccettabili”. La grammatica istituzionale per un leader suggerirebbe un’altra postura.

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