“Meloni attenta. A piazzale Loreto c’è ancora posto”. Questa è la scritta choc comparsa nelle ultime ore a Bologna in via Scipione dal Ferro. Non c’è firma ma è stata inserita una stella a cinque punte: non è cerchiata, non ci sono riferimenti, ma questo simbolo è storicamente legato alle Brigate Rosse e, in generale, ai gruppi che si rifanno all'area dell'antifascismo militante o dell'estrema sinistra extraparlamentare. La stella simboleggia l'internazionalismo e la lotta armata contro lo Stato. In questo caso specifico, accostata al riferimento a Piazzale Loreto, serve a sottolineare la natura violenta e radicale del messaggio rivolto alla presidente del Consiglio.
Non è la prima volta che sui muri di Bologna compaiono scritte come queste, solo una settimana fa, nei giorni in cui si ricordavano Aldo Moro e Marco Biagi, uccisi dalle Nuove Brigate Rosse, sono comparse in città scritte inneggianti al gruppo terroristico. Non è chiaro se si tratti di una minaccia credibile o se, invece, sia il frutto dei gruppi antagonisti che “giocano” a fare i duri rifacendosi agli Anni di Piombo. Ma anche in questa seconda ipotesi lo scenario non è meno grave, perché significa che ardono ancora le braci dell’ideologia della lotta armata. In un momento di forte polarizzazione sociale, la simbologia delle Brigate Rosse smette di essere un fantasma del passato per trasformarsi in un pericoloso catalizzatore di rabbia.
Bologna ha già pagato un prezzo altissimo con la lotta armata e oggi deve fare i conti con centri sociali violenti e ideologizzati e la percezione è che il confine tra la provocazione di strada e l'intimidazione terroristica si fa ogni giorno più sottile. “Episodi come questo evidenziano un clima di odio che, purtroppo, trova terreno fertile in città. Di fronte a simili gesti, ci aspettiamo una condanna unanime da parte della politica nei confronti dei violenti. A Bologna c’è troppa tolleranza verso chi semina violenza.
Si tratta di messaggi gravi che non vanno sottovalutati e ai quali deve essere prestata la massima attenzione”, ha dichiarato Francesco Sassone, coordinatore cittadino Fdi Bologna Città, auspicando che il Comune intervenga rapidamente per cancellare la scritta.