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A Bologna le scritte pro Cospito e le minacce alla premier: "Meloni appesa"

Nuove scritte contro il premier e contro la giunta di Lepore. Bignami: “Preoccupante escalation che non deve essere sottovalutata”

A Bologna le scritte pro Cospito e le minacce alla premier: "Meloni appesa"
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Bologna si conferma città culla dell’antagonismo militante con tendenze violente. Nella città dei centri sociali, dove l’anarchia ha trovato tradizionalmente terreno fertile, nel giorno successivo alle commemorazioni per Sara Ardizzone e Sandro Mercogliano sono comparse nuove scritte che hanno preso di mira Giorgia Meloni ma, stavolta, anche la giunta del Partito democratico di Matteo Lepore. Non è un controsenso nell’attuale scacchiere politico, dove l’estrema sinistra da tempo sta prendendo le distanze.

Meloni appesa”, si legge in una delle scritte, con tanto di cappio, in via Beolco, nel quartiere San Donato-San Vitale. Accanto un simbolo legato all'insurrezionalismo. Ancora di fianco, si legge: “Ara, Madrid, Lepore lx primx della lista”. Il riferimento è a Matteo Lepore e a due dei suoi assessori, Daniele Ara e Matilde Madrid, che hanno fatto della vicinanza ai temi sociali la propria cifra politica. Per tale ragione non è chiaro il motivo per il quale il mondo antagonista abbia deciso di mettere anche loro nel mirino con uno slogan che richiama gli Anni di Piombo, le minacce insurrezionaliste. E le scritte non sono nemmeno finite qui, perché su un altro muro, di fronte a questo in cui sono stati messi nel mirino Meloni, Ara e Madrid, si legge: “Per Sandro e Sara il 18 aprile Roma brucerà”.

Il riferimento è all’ennesima manifestazione d’area antagonista che si prevede nella Capitale, che già dalle premesse si preannuncia pericolosa per la sicurezza e che è stata convocata per Alfredo Cospito in vista della revisione della sua reclusione al 41-bis. Gli ambienti anarchici, infatti, da alcune settimane si stanno risvegliando e non è escluso che l’ordigno che stavano provando a realizzare Mercogliano e Ardizzone fosse legato proprio alle proteste per il 41-bis. Nello stesso punto anche una "A" anarchica e poco distante la scritta “free Cospito”.

Ovvia l’indignazione per tale violenza ripetuta. “Rappresentano un fatto grave e inaccettabile, che colpisce non solo le persone direttamente coinvolte ma l'intero tessuto democratico del Paese”, ha dichiarato il presidente dei deputati di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami. “A pochi giorni da analoghi episodi verificatisi sempre nel capoluogo emiliano, questo ennesimo gesto conferma una preoccupante escalation che non deve essere sottovalutata. Il linguaggio dell'odio e dell'intimidazione non può trovare spazio nel confronto civile e politico”, ha aggiunto l’esponente di FdI, esprimendo “vicinanza e pieno sostegno vanno al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al sindaco di Bologna Matteo Lepore e agli assessori Daniele Ara e Matilde Madrid, destinatari di minacce vigliacche che nulla hanno a che fare con il legittimo dissenso democratico”. Anche Marta Evangelisti, capogruppo di FdI in Regione, ha condannato l’episodio: “Episodi con scritte e messaggi violenti sono in aumento in città — l’ultimo solo la scorsa settimana nei confronti della premier Meloni — e rappresentano un segnale preoccupante da non sottovalutare.

È allarmante il clima di odio e violenza di cui è ostaggio Bologna: serve tolleranza zero verso questi gesti, che rischiano emulazione. Ci auguriamo che tutte le forze politiche condannino la violenza e che i responsabili vengano individuati rapidamente. Il Comune provveda alla rimozione immediata delle scritte”.

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